TiÞÞiTi's profileTiÞÞiTi TiÞÞiTiPhotosBlogListsMore ![]() | Help |
TiÞÞiTi TiÞÞiTiAnimula vagula, blandula, Hospes comesque corporis, Quæ nunc abibis in loca ? |
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
L'elenco dei migliori post del Sig. Tippiti (che poi sarei io!)
|
03 November NON HO BISOGNO DI DENAROAbbinata a questo intervento, la TRACCIA MUSICALE (nel Media Player):
NOTTURNO PER VIOLINO E PIANOFORTE
Chopin
Non ho bisogno di denaro
![]() Non ho bisogno di denaro.
Ho bisogno di sentimenti, di parole, di parole scelte sapientemente, di fiori detti pensieri, di rose dette presenze, di sogni che abitino gli alberi, di canzoni che facciano danzare le statue, di stelle che mormorino all' orecchio degli amanti. Ho bisogno di poesia, questa magia che brucia la pesantezza delle parole, che risveglia le emozioni e dà colori nuovi. Alda Merini
"Ultimo pensiero profondo:
Ma cosa fare
dinanzi ad un mai più
se non cercare
ininterrottamente
tra le furtive note?
_____
...Stasera, ripensandoci, con il cuore e lo stomaco in subbuglio, mi dico che forse in fondo la vita è così: molta disperazione, ma anche qualche istante di bellezza dove il tempo non è più lo stesso. E' come se le note musicali creassero una specie di parentesi temporale, una sospensione, un altrove in questo luogo, un sempre nel mai.
Sì, è proprio così, un Sempre nel Mai."...
- L'eleganza del riccio -
- Muriel Barbery -
![]() by
TiÞÞiTi 14 September EMBRACEAbbinata a questo intervento, la TRACCIA MUSICALE (nel Media Player):
TWILIGHT'S EMBRACE- SOLO PIANO
Kevin Kern
Embrace
![]() A volte basta soltanto ascoltare il vento e le sue note.. e per una "strana alchimia", ti sembrerà che tutto si metta a danzare... e vorresti che quella musica non smettesse più, e con lei tante altre che raccontano di lei, Musica, che è una Grazia, che è quello che è, che raccontano di momenti irraccontabili, fuori dal tempo, e di emozioni talmente grandi, forti, uniche, speciali da non farti dormire la notte e da non farti neanche sentire stanco al mattino dopo.. perchè sono come cibo e sonno insieme, più del cibo, più del sonno, più di ogni altra cosa.. importanti quanto un respiro, e quando avverti questa "strana alchimia" vorresti fare uno di quei salti soltanto sognati da quando eri piccino... in cui, spingendoti con le forze delle gambe fino allo zenit del salto stesso, il tempo sembra rallentare, quasi fermarsi, il cuore batte all'unisono con il resto del mondo e la mente si trova in uno stato di grazia pura e finalmente vedi le cose intorno a te da un' altro e da un più alto punto di vista, con altri colori, altri odori.. occhi nei suoi "occhi" ed è l'incanto... poi arriva quel maledettissimo ultimo accordo, quella fottutissima ultima nota.. che ti fa tornare coi piedi per terra.. e vorresti che quella stessa musica non ti abbandonasse più e riprendesse a suonare, ora, subito, adesso, ancora , di nuovo.. lei e nessun' altra, perchè nessun'altra è riuscita a raggiungere, toccare e muovere i fili, i tasti di quel "sentire"!!!... voi che potete, se vi è piaciuta la musica che state ascoltando che come per magia fa danzare anche le rose, "riavvolgete il nastro" e riascoltatela.. io.. io sono qua, sempre qua, il solito piccolo, ingenuo e stupido "sognatore", al confine tra il giorno e la notte, con i miei talenti (pochi)che costituiranno la mia "roccia", e alla mia "Musica", alla mia "Vita", al mio "Cuore", al mio "Sangue", al mio "Essere", al mio "Sentire", alla mia "Anima", al mio "Tutto", al mio "Amore", stanotte, in questa notte, piena di buio, di cose non capite, di note, di silenzio, di cose da capire, di vento, di nuvole e stelle, di pensieri, di luna, di parole, di sentimenti, di lacrime e respiri... e voglio mandare a Lei ed affidare al Cielo un solo messaggio che è un grido ed un pianto insieme :
..."STUPISCIMI"!!!
![]() by
TiÞÞiTi 14 February SONETTIAbbinata a questo intervento, la TRACCIA MUSICALE (nel Media Player):
CLAIR DE LUNE - SOLO PIANO
Claude Debussy
Sonetti
![]() Non sarà che alle nozze di animi costanti
io ammetta impedimenti, amore non è amore che muta quando scopre mutamenti, o a separarsi inclina quando altri si separa. Oh no, è un faro irremovibile che mira la tempesta e mai ne viene scosso; esso è la stella di ogni sperduta nave, remoto il suo valore, pur se il suo luogo noto. Amore non soggiace al tempo, anche se labbra e rosee guance cadranno sotto la sua arcuata falce. Amore non muta in brevi ore e settimane, ma impavido resiste fino al giorno del Giudizio. Se questo è errore, e sarà contro me provato, allora io non ho mai scritto, e mai nessuno ha amato.
William Shakespeare
![]() Come un pessimo attore in scena
colto da paura dimentica il suo ruolo, oppur come una furia stracarica di rabbia strema il proprio cuore per impeto eccessivo, anch'io, sentendomi insicuro, non trovo le parole per la giusta apoteosi del ritual d'amore, e nel colmo del mio amor mi par mancare schiacciato sotto il peso della sua potenza. Sian dunque i versi miei, unica eloquenza e muti messaggeri della voce del mio cuore, a supplicare amore e attender ricompensa ben più di quella lingua che più e più parlò. Ti prego, impara a leggere il silenzio del mio cuore è intelletto sottil d'amore intendere con gli occhi. William Shakespeare
![]() No, non dire mai che il mio cuore è stato falso
Anche se l'assenza sembrò ridurre la mia fiamma; come non è facil ch'io mi stacchi da me stesso, così è della mia anima che vive nel tuo petto: quello è il rifugio mio d'amore; se ho vagato come chi viaggia, io di nuovo lì ritorno fedelmente puntuale, non mutato dagli eventi, tanto ch'io stesso porto acqua alle mie colpe. Non credere mai, pur se in me regnassero tutte le debolezze che insidiano la carne, ch'io mi possa macchiare in modo tanto assurdo da perdere per niente la somma dei tuoi pregi: perché niente io chiamo questo immenso universo tranne te, mia rosa; in esso tu sei il mio tutto. William Shakespeare
by TiÞÞiTi
22 January SPRAZZI D'INVERNOAbbinata a questo intervento, la TRACCIA MUSICALE (nel Media Player):
THE CRISIS
Ennio Morricone
Sprazzi d'Inverno
Ritornavo in silenzio
![]() Come arida pioggia
quelle avide frecce
nate, tese, scoccate, pronte solo a ferire, in agguato, accerchiandomi, arrivarono nette. Ogni sibilo in meta mi fiaccava il respiro e piegando lo sguardo, come fossi sconfitto, lessi distratto e, nel mentre, distrutto
una frase sul muro: "Le carezze guariscono ogni sorta di male!", "Ad averne!", pensai,
"...scaccerebbero adesso,
come Scudo potente,
questi Sprazzi d'Inverno!"
![]() Ma c'è un Freddo che, a volte,
è più forte del ghiaccio
che riga pungente ogni singola vena,
e vorresti gridare fino a neanche sentire, e vorresti bruciare fino a scioglierti in terra, e vorresti sparire senza indirizzo nè traccia. ![]() In quella sera ovattata,
ritornavo in silenzio, con un passo che ormai era più che provato,
guardai la mia mano tremante e venosa,
le sue righe ricurve scavate nel palmo,
per poi chiuderle forte, fino a farle pulsare. Dicono il cuore abbia forma di un pugno: era lì che avvinghiavo tutto quello in cui Credo, era lì che stringevo
tutto quello che Amo, era lì che serravo
tutto quello che Sento! ![]() Ma c'è un Freddo che a volte
è più forte del ghiaccio che si nutre ed ingoia solo lacrime e saliva...
...e tra queste ora attendo che la neve si sciolga. by
TiÞÞiTi
![]() "Ci sono solo quattro domande che contano nella vita, Don Octavio... Cosa è sacro? Di cosa è fatto lo Spirito? Per cosa vale la pena vivere? E per cosa vale la pena morire?... La risposta ad ognuna è la stessa: solo l'Amore!"
(Tratta dal film "Don Juan De Marco, Maestro D'Amore") 10 January UNA MUSICAAbbinata a questo intervento, la TRACCIA MUSICALE (nel Media Player):
KISS THE RAIN
Yruma
Una Musica
Ha una strana alchimia la Musica,
![]() Punteggiatura sublime
di un sublime pensare, dove ogni pausa ha un perchè, dove ogni nota segna il presente, passaggio naturale di un passato che è stato e preludio sospeso di un futuro cercato, atteso, sognato!
![]() E quando questo accade,
non c'è tempo, luogo e distanza che tenga,
prendendola per mano porteresti la tua Musica sul bordo del tuo cuore fino a mostrarle quel posto nascosto ed intimo che ognuno di noi serba solo per sè, per farle vedere, tra le sue note, come il mondo vorresti che fosse come la vita vorresti che fosse, leggendo tra le sue emozioni le tue, adesso che sai che lei, quella Musica, di quei luoghi ne è con te la protagonista. ![]() E tutto ciò che conta
è che l'hai saputo fin dal primo momento, fin dal primo momento che l'hai ascoltata, e speri soltanto che la sua melodia incantevole, non t'abbandoni mai più, affinchè quell'istante, unico... sia per sempre!
by
TiÞÞiTi 14 December C'E' UNA STRADAAbbinata a questo intervento, la TRACCIA MUSICALE (nel Media Player):
YOU ARE SO BEAUTIFUL
Warren Hill (sax version)
C'è Una Strada
![]() C'è una strada,
![]() Su quella strada stretta
e un po' tortuosa, c'è un cancelletto, tra tante spine, coperto di rovi.
Hai le sue chiavi, se sei curiosa di vedere in fondo al viale... se sei convinta di arrivare fino in fondo... così da chiuderlo, entrando, al tuo passaggio! ![]() Se invece, lì su quella soglia,
in mezzo ai rovi, in quel frangente tu decidessi di fuggire, andare via,
attenta soltanto a non ferirti tra gli aculei, perchè dalla tua goccia in terra non nasca un'altra spina! ![]() Su quella strada,
che porta dritta in fondo al cuore, il mio,
vi è un cancello... che custodisce tutti i sentimenti, i miei!
E là mi troverai...
se lo vorrai!
by
TiÞÞiTi
01 October I TUOI OCCHIAbbinata a questo intervento, la TRACCIA MUSICALE (nel Media Player):
FORBIDDEN COLORS
Ryuichi Sakamoto (piano e violino)
I Tuoi Occhi
(ad un'Amica)
Vorrei per un solo momento, guardare questo mondo attraverso i tuoi occhi... che darebbero un senso a questo tempo del nulla. Sfumature e contorni del tuo essere grazia, e poi immagini nuove, oltrepassando lo sguardo, dai colori vivaci, taluni proibiti o fors' anche nascosti, racconterebbero, insieme, quel tuo fascino dolce e tutta la Bellezza che è nata con te!Distanti, lontani,
col cuore un po' meno, ma pieni di luce, vestiti di sole, figli del raro splendore della linea curva d'orizzonte, là dove il cielo s'avvinghia al mare, e si confonde, e mi confondo... se rimango a fissarli, per saperli vicino, per saperli sorridere ancora, e poi ancora, ed ancora... mentre la sera si sparge tra i viali.
by
TiÞÞiTi
(l'Amico Telegrafo) 19 August A LITTLE DREAMAbbinata a questo intervento, la TRACCIA MUSICALE (nel Media Player):
AT LAST
nella versione-sax di WARREN HILL
A Little Dream
Dedicato a Te
che non so chi sei,
che non so se arriverai, a Te che non so dove sei, che non so se mi incontrerai, a Te che non so se ci sei, che non so se mi riconoscerai, a Te che non so come sei, ma quello che so è che... ...sarà tutto per Te! In quella caldissima notte di piena estate
il grecale imbiancava tutta la costa idruntina e nel silenzio, lo spumeggiare cadenzato del mare
era come musica. Il suo salato e aspro profumo, dalla finestra sulle vecchie mura lasciata aperta sulla baia, ci visitava impertinente carezzandoci i pensieri... Ed io, che carezzavo te, che dormivi sul mio petto, abbracciandomi, ascoltavo, felice, il tuo respiro... caldo e dolce. Ma ai prodromi del nascere del sole, supremo signore e governatore di ogni moto, come d'incanto, lentamente tutto si placò... e mentre uno dei primi raggi di levante ti baciava il viso, facendoti stropicciare gli occhi, fino a svegliarti, io governandoti quella indomita ciocca di capelli dietro l'orecchio, incantato ti sussurravo, piano: "Sei Bellissima!"
by
TiÞÞiTi AT LAST
(Etta James)
At Last, My love has come along
My lonely days are over And life is like a song Yeah... Oh Yeah... Yeah
Yeah... At Last The skies above are blue My heart was wrapped up in clover The night I looked at you I found a dream
That I could speak to
A dream that I can call my own I found a thrill To press my cheek to
A thrill that I have never known Ohhhh... you smiled, you smiled
And then the spell was cast And here we are in heaven For You Are Mine At Last 28 June AMOR E O TEMPOAbbinata a questo intervento, la TRACCIA MUSICALE (nel Media Player):
QUE RESTE T'IL DE NOS AMOURS
ROSA PASSOS feat HENRY SALVADOR (C.Trenet)
" Amor e...
...o Tempo"
( di António Feijó)
Amore e il Tempo
(traduzione)
Per la montagna a strapiombo
tutti e quattro in allegra compagnia Amore, il Tempo, la mia Amata e io salivamo un giorno. Della mia Amata nel soave sembiante
già si scorgevano i segni di stanchezza; Amore ci passava avanti e il Tempo accellerava il passo. Amore, Amore, più piano
non correr tanto, che così svelta non può di certo camminare la mia dolce compagna! Subito Amore e il Tempo, d’accordo,
aprono le ali tremanti al vento... "Perché volate così in fretta? Dove andate?" – In quel mentre, si gira Amore e risponde con amarezza:
– "Abbiate pazienza, amici miei. Ho sempre avuto quest’abitudine di fuggire via col Tempo... Addio! Addio!" by
TiÞÞiTi 06 June MISTY... alle 6 e trenta di mattina!Abbinata a questo intervento, la TRACCIA MUSICALE (nel Media Player):
MISTY (feat MANTOVANI ORCHESTRA)
Johnny Mathis
"La tua voce è ombra di un sogno./
Le tue parole/
sono nell'aria assonnata/
petali di rose bianche"
Federico Garcia Lorca
...alle 6 e trenta di mattina...
Le parole, a volte,
non si incontrano
per caso... perchè
sono lì che ti attendono,
oppure, da sole,
dettagliatamente
(fin dentro le vene
di un pensiero)
ti vengono a cercare,
e pulsano
come raggi di un sentire
come scene di un vissuto
come voci di un narrato...
che trafiggono,
che scavano e
che infine infrangono
le fragili e sottili
pareti di un'emozione...
troppo grande da essere
raccontata
e al tempo stesso
troppo grande da essere
contenuta
negli spazi angusti
di un silenzio...
...si dice che ci sia
sempre un perchè! Ed io intanto canto,
oppure rido,
oppure canto e rido
in una pura
e semplice gestione
(o mal gestione)
dei muscoli facciali!
E chi, in realtà,
si accorge del vero,
(nessuno)
rispondo
(a me stesso)
che ciò che condensa
sul mio volto
ancora caldo
del tepore
del guanciale
di una notte
appena uccisa
(dalla "febbre"
di un sogno
troppo alto da
essere vissuto
in questa vita),
è soltanto umidità... ...l' umidità
delle 6 e trenta
di mattina !
by
TiÞÞiTi
...e non c'è più nessuno...
...e adesso temo, di riprendere a fumare!
N U A G E S
Devo scrivere del silenzio che mi ruota intorno
delle luci che scorrono veloci giù per l’abisso dei suoni e vuoti lancinanti e digiuni d’anima in questo momento del tempo che trascorre come nube nel cielo ora che ti guardo e sorrido al mondo... (ma gli occhi piangono) e lacrime di seta, sul bordo delle guance la musica che strazia il respiro - ed io e tu -
lontani di anni
di attimi
di parole scritte, sussurrate nell’infinito nel frastuono nell’ombra oscura del nostro triste passo.
13 May STANOTTE PER TEAbbinata a questo intervento, la TRACCIA MUSICALE (nel Media Player):
CAVATINA (THE DEER HUNTER) feat LONDON STARLIGHT ORCHESTRA
Myers S. (Compositore)
Stanotte Per Te
C'è una foto ingiallita, stanotte,
conservata tra le pagine di un libro, saltata fuori così, che gioca col tempo e con tutto ciò che, nel tempo, accarezza e coccola i ricordi. E tutto si ferma! E nel silenzio, per incanto, ripartendo da lì nasce, da solo, un sorriso, perché, d'improvviso, come tuoni, ritornano quei suoni, quei sapori, tutte le luci, e financo gli odori. È un treno d'emozioni che sospese ballano e poi dense stillano bagnando le parole… Io nelle tue mani grandi in un lontano dicembre, in quel mio primo Natale! E tu felice mi guardi… E tutto si ferma! E stanotte è per te,
che m'hai insegnato ad inserire i colori anche lì dove regnava il grigiore con la semplice potenza di un sorriso, con l’onesta originalità di una fantasia, con la fedele intensità di una melodia. Di te ho amato ed amo tutto: dalle tue piccole e grandi contraddizioni, ai capricci del tuo essere figlio unico, dal ritmare dei tuoi passi alle tue facce buffe, dalle tue impenetrabili paure, alle storie delle bravate giovanili, dagli schiaffi passati, pertinenti e pesanti,
alle carezze improvvise e sempre gradite,
perché ti conosco, sono parte di te e perché, forse, ti conoscevo già, ancor prima che mi tenessi in braccio, venendoti a baciare, prima ancora che dal vero,
nel tuo mondo dei pensieri,
e con me anche i miei fratelli.
Chissà quante volte t’avrò deluso,
spezzandoti il cuore, e avresti voluto rimproverarmi ma non l’hai fatto, perché soffrivi più di te e mamma messi insieme!
Non t'ho mai visto piangere, e non l'hai mai raccontato e se l'hai fatto, l'avrai fatto di nascosto,
di nascosto anche da te... Perché so benissimo che quello è il posto dove si piange meglio,
perché c'è sempre un dolore che si nasconde
dentro ogni piega della pelle. Ma adesso che ogni ruga tua, insieme ad ogni ruga mia, ci allontanano da come eravamo, adesso che le mie mani sono grandi quanto le tue di allora che con niente mi alzavano al cielo, ti dico “GRAZIE PAPA’!” così, senza fronzoli alcuni perché so che le tue spalle, che oggi vedo ricurve, sono ricurve soltanto d'Amore. By TiÞÞiTi
-----------------
PS: E A DICEMBRE PROSSIMO RIFACCIAMO QUELLA FOTO,
MA A PARTI INVERTITE E TI TENGO IN BRACCIO IO!!!
-----------------
04 May INTIMATELY (Nonostante la Nebbia!)Abbinata a questo intervento, la TRACCIA MUSICALE (nel Media Player):
TRULY
Lionel Richie
Intimately
(Nonostante la nebbia!)
Lui s'arrampicava
tra i vapori della nebbia,
che d'improvviso scese nella notte come malvagia vestale del dio Giano, barbara devastatrice e triste presagio, insieme! Un appuntamento di anime,
nell'ora degli sguardi, là, sotto l'antico lampione, nell'alone di emozioni, su un crocevia di sentimenti... aspettava lei, tendendole la mano in quella nebbia fitta. Pur di distrarre il cuore,
il suo cuore,
tante volte ferito e poi rattoppato, tante volte guarito e poi lacerato, lui contava gli umidi pulviscoli che leggeri danzavano per l'aria, incosapevoli di dove erano stati ignari di dove stavano andando. Ma era là per lei,
e lei non c'era o non sarebbe mai arrivata!
Appese al lampione tutto quanto aveva di suo
perchè lo vedesse, se fosse passata
e lentamente s'addormentò sul proprio fagotto di ricordi, in quella netta notte... ...in quella fitta nebbia.
Ai primi raggi del mattino,
mentre quel nido sul lampione si svegliava,
un pianto nascosto intimamente lo segnava.
Tornò lì ad aspettarla tendendole la mano, la sera, la sera dopo e quella dopo ancora
forte di ciò che sentiva... ...nonostante la nebbia!
Alla fine, lui, trovò logico
innamorarsi, sì...
...ma del lampione!
By TiÞÞiTi
25 April UN PASSO INDIETROAbbinata a questo intervento, la TRACCIA MUSICALE (nel Media Player):
UN PASSO INDIETRO
Negramaro
Un Passo Indietro
Era un tardo e torvo pomeriggio di novembre dell'anno 1900, il cielo era plumbeo e tempestoso, squarciato dal chiarore improvviso dei lampi e dai fragori dei tuoni in avvicinamento e non necessitava essere iscritti alla Società Meteorologica Italiana per comprendere che da lì a poco si sarebbe messo a piovere torrenzialmente. Io, di gran lena, me ne stavo tornando a casa in sella al mio cavallo, quando i primi goccioloni di pioggia misti a grandine, l'incupirsi minaccioso del cielo e l'avvicinarsi repentino della bufera mi costrinsero a chiedere e trovare riparo per la notte nel vecchio maniero illuminato che riuscivo a scorgere dalla strada. Affidato il mio cavallo allo stalliere fui accolto all'ingresso del piccolo castello da un attempato maggiordomo, il quale, facendomi passare dalla sala degli scudi e da quella della scherma, mi accompagnò fin dentro un enorme ed antico salone le cui porte e finestre si affacciavano nel bellissimo atrio interno, di fiori variegato e variopinto. Le sale erano riscaldate da grandi camini accesi, e in quella in cui mi fu detto di accomodarmi ed aspettare c'era anche un pianoforte a coda, accanto ad una delle finestre. Chiesi, allora, al maggiordomo se nell'attesa avessi potuto suonare, lui mi rispose di sì e mi disse che la contessina, non appena avrebbe potuto, sarebbe scesa e m'avrebbe raggiunto lì nel salone. Feci un giro della stanza, guardando da vicino i quadri appesi alle pareti, mi soffermai con lo sguardo su alcuni antichissimi volumi conservati nella libreria, poi mi sedetti al pianoforte. Cominciai a suonare, inebriato da una acustica da favola, da un ambiente da favola, da un pianoforte da favola, inanellai le note della mia melodia concatenandole una dietro l'altra, quasi inseguendo, e, al tempo stesso, lasciandomi trasportare dal ticchettio incessante della pioggia sui vetri e dall' accompagnamento ritmato dei chicchi di grandine sulla grondaia... la natura era la mia orchestra, le folate di vento i fiati, le percussioni i tuoni, ed io, solista tra tutte quelle note, da me mosse,e che si muovevano sole, passeggiavo incantato e stupito nei canali dell'anima mia! Percossi i tasti di quel piano per oltre venti minuti e con essi, tra la pressione di un martelletto e l'emissione e lo sciogliersi del suo suono nell'aria, percossi tutti i miei ricordi, da quelli bianchi, felici e cari a quelli neri, tristi e dolorosi scuotendoli dalla coltre di polvere degli anni! Smisi d'improvviso soltanto quando mi accorsi, da un riflesso sui vetri della finestra accanto al pianoforte, che sulla porta di ingresso della sala, posta alle mie spalle, una sagoma di donna, di nascosto tra i drappi della tenda, si era fermata, in silenzio, a guardarmi ed ascoltarmi: era la contessina! Feci per alzarmi dallo sgabello e andarle incontro, ma lei mi pregò cortesemente di restare seduto e sopratutto di non voltarmi. Da quel poco che avevo intravisto nel riflesso sul vetro, aveva i capelli lunghi e sciolti, fin oltre le spalle e dalla sua voce dolce e giovanile, intuivo che avrebbe potuto avere qualche anno meno di me. Rispettai quella sua volontà, daltronde ero io ospite in casa sua, e, pur non capendo il motivo di tale nascondersi, mi presentai rimanendo seduto. Lei colse questo mio imbarazzo e mi raccontò che era stata, più volte, sentimentalmente ferita, da uomini che l'avevano fatta innamorare per poi rivelarsi inconsistenti nuvoli di fumo e niente di più; mi disse che più conosceva la psiche maschile e tanto più si convinceva del fatto che fosse di gran lunga più gratificante amare gli animali. Era un fiume in piena, si sfogò, mi svelò di quella volta che un tale si presentò a castello dicendole di amarla, fino a farla perdutamente innamorare, semplicemente per vincere una scommessa con gli amici, oppure di quell'altro che pur giurandole amore eterno al pomeriggio, si trastullava poi, la sera, con tutte le dame compiacenti dei salotti di città. Era per questi motivi che preferiva che non mi voltassi. Mi chiese, allora, se gradivo da bere e se il temporale e la bufera non fossero stati un ottimo pretesto per fermarmi lì al maniero, nel mero tentativo di conoscerla. Le risposi che mi trovavo lì per caso, di ritorno dal mio lavoro in città, che non facevo mai quella strada per rientrare a casa, e che prendevo un cognac che strega le parole... ed anche le note! Nell'offrirmi il bicchiere le sfiorai la mano, profumata e affusolata... ma rimasi colpito dall'anello che indossava: fondo oro con un piccolo delfino blu in pietre lapislazzuli intarsiato al centro. Le dissi che finalmente comprendevo, anche se in parte, quel suo nascondersi al mio sguardo! Ma quella comprensibile paura d'amare le avrebbe attanagliato il cuore nel corso degli anni e con il passare del tempo quei drappi della tenda, dietro cui celarsi e rifugiarsi, se non li avesse oltrepassati e idealmente strappati, e non si fosse mostrata per quello che era, sarebbero diventati una corazza della quale non sarebbe riuscita più a disfarsene. Sorseggiando il cognac, provai a convincerla che non tutti gli uomini erano fatti della stessa pasta di quelli che lei aveva incontrato fino ad allora e che forse Dio lo faceva apposta a metterci sul cammino molte persone sbagliate prima di incontrare quella giusta, perchè così quando finalmente la si incontra e la si riconosce si possa esserGli totalmente grati! Lei, stizzita ed infastidita, come lo era il cielo fuori, mi rispose che si ritirava nelle sue stanze, e poi mi disse che mi sarei potuto fermare lì a suonare ancora e che il maggiordomo, quando io lo avessi desiderato, m'avrebbe indicato la stanza dove riposarmi per la notte! Io la ringraziai per l'ospitalità concessami e mentre sentivo i suoi passi allontanarsi da me ripresi a suonare per un po', finendo il mio cognac, poi al mattino seguente, di buon'ora, lasciai il castello, ma nella stessa mattinata, inviai un mazzo di rose rosse a quella giovane e triste contessina!
Qualche mese più tardi, in occasione del carnevale, i miei colleghi organizzarono in città un ballo in maschera a cui vi presi parte. C'era tantissima gente e maschere di ogni genere. Anche i componenti dell'orchestrina che allietava la serata erano in costume. La regola della festa fu che tutte le maschere invitate dovessero tra loro comunicare soltanto a gesti, almeno fino all'ora del buffet, previsto intorno alla mezzanotte. Io, vestito a puntino da cima a piè, per quasi tutta la sera provai ad invitare qualcuna ma senza successo, fino a quando mi accostai ad una mascherina, dalle fattezze femminili, di celeste vestita, che accettò il mio invito mimato al ballo. E ballammo! Ballammo tra tutti, tra una manciata di coriandoli che piacevolvente ci investiva e qualche festone colorato che ci intralciava i passi, e ballammo per più di un ballo, e da sotto la maschera, tra un walzer ed un casquet, sentivo di tanto in tanto che lei rideva... felice, rideva! Ci avvicinavamo all'ora del buffet, momento in cui ci saremmo potuti togliere le maschere e avremmo potuto parlare con gli altri conviviali, ed io ero curioso di vederla in viso! Ma poco prima di accedere al buffet fui invitato al pianoforte, per suonare un mio pezzo... uno qualsiasi! Mi sedetti, la mia "dama celeste" era lì, appoggiata coi gomiti sulla coda del piano, cominciarono tutti ad applaudire per incoraggiarmi a suonare, lei si sfilò i guanti, per applaudire con gli altri e... su quel dito, lo stesso anello: fondo oro con un piccolo delfino blu in pietre lapislazzuli intarsiato al centro! Lo stesso anello della contessina del maniero! Allora, dietro quella maschera c'era lei... non vedevo l'ora che cominciasse quel dannatissimo buffet, ed iniziai a suonare, eseguendo lo stesso pezzo che feci quella sera al castello! A quel punto anche lei capì chi ero io, chi si nascondeva sotto la mia maschera, e stette lì fino alla fine del pezzo, o meglio fino a quando io non abbassai gli occhi per seguire sulla tastiera le mie dita impegnate nell'ultima scala prima dell'accordo finale di chiusura! Quando, poi, rialzai lo sguardo, mentre quelle ultime note si dileguavano nell'aria e un applauso fragoroso mi investiva, lei in quella folla nemica era già sparita.
Non seppi più nulla di quella triste contessina, anche perchè di lì a poco fui trasferito definitivamente, per questioni di lavoro, in un'altra regione, lontano da quella terra, lontano da quei luoghi che m'avevano visto nascere e crescere. Passarono gli anni e le stagioni, e raramente feci ritorno! Avevo la mia vita, che si svolgeva a tempo pieno lontano da lì! Nella mia nuova città mi innamorai di una fanciulla che dopo qualche anno di fidanzamento portai all'altare. Insieme avemmo una vita serena, tranquilla e felice, coronata e arricchita dalla nascita dei nostri tre bambini, due maschi e la femminuccia, che crescemmo con amore. Ci costruimmo una casa di nostra proprietà, nella quale festeggiammo tanti Natali, tanti Capodanni e tanti compleanni, ed io e mia moglie gioimmo insieme ai nostri figli, alla nascita di tutti i nostri undici nipotini.
Ma adesso in un torvo e tardo pomeriggio del mese di giugno dell'anno 1972 erano tutti intorno al mio capezzale. Io, alla suonata età di 97 anni, li avevo radunati tutti intorno a me, nel mio ultimo ed estremo saluto al mondo! Ero ormai moribondo, respiravo pesante, disteso nel letto, da un paio di giorni, a tratti cosciente a tratti dormiente... la luce soffusa dell'abat-jour, dava l'idea di un'oltretomba prossima ad arrivare e illuminava a malapena le tante sedie disposte intorno alla stanza su cui erano seduti i miei cari, mentre mia moglie mi accudiva e pregava seduta accanto al mio letto! Quando io aprii per l'ultima volta gli occhi la vidi, difatti, là, vicino, che indossava un velo nero, che non mi permetteva di vederle il viso. Mancavano, ormai, pochi secondi alla mia morte, lo avvertivo, io sgranai paurosamente gli occhi e alzai il braccio sinistro! Mia moglie, lì accanto, afferrò la mia mano e me la strinse forte... ed io stupito, ancor più di morire, ancor più del respiro che veniva meno, vidi su quel dito, sul suo dito... quell'anello, lo stesso anello!!! Lei indossava quello stesso anello della contessina: fondo oro con un piccolo delfino blu in pietre lapislazzuli intarsiato al centro! Mia moglie era la contessina del maniero!!! Avrei voluto dirle ancora una volta che l'amavo, ma non avevo più voce! Con l'altra mano feci un disperato tentativo di tirarle via quel velo nero dalla testa per vederle ancora una volta il viso, ma proprio in quel momento spirai! Che strana senzazione, quasi indescrivibile a parole!!! Etereo e cosciente di esserlo, compivo un passo avanti verso una nuova dimensione!!! Ogni secondo che passava, dopo essermi accasciato sul letto inerme e definitivamente, mi sentivo sempre più leggero!!! E in quel frangente, proprio mentre avvertivo fisicamente di staccarmi sempre più dal mio corpo, istante dopo istante, non riuscivo a comprendere come mai morivo esattamente nell'anno e nel mese in cui nascevo!!! Che castroneria è mai questa, pensai?!?! A risolvermi questo enigma amletico, nel giro di pochi millesimi di secondo, fu la mia radiosveglia sul comodino, che, segnando le 7.40 di una calda e assolata mattinata di fine aprile dell'anno 2008, mi svegliò di colpo dal sonno profondo della nottata (o se vogliamo, mi resuscitò di colpo), facendomi compiere un grande passo indietro, ma questa volta nella realtà, mentre la stazione-radio sintonizzata su quella frequenza, proprio in quel momento, spediva nell'etere queste parole:
...ancora un passo,
un altro ancora... Un passo avanti ed ora io, io, non parlo più e tra le mani, mani stringo, a che servon le parole... Amore, dai, dai, dai, muovimi il sole! Perchè sei nell'aria, sei tu che aria vuoi, ma che aria dai, se poi mi uccidi... tu che aria sei, ma che aria vuoi, tu che aria dai, se poi mi uccidi... tu come, tu come aria in vena sei! By TiÞÞiTi 11 April OLTRE LE NUVOLEAbbinata a questo intervento, la TRACCIA MUSICALE (nel Media Player):
SOMEWHERE OVER THE RAINBOW
Tommy Emmanuel
Oltre Le Nuvole...
L'arcobaleno
è un ponte sospeso
tra una lacrima
del cielo
e la luce
di un sogno...
...è un sorriso
rovesciato
che per
vederlo
basta
capovolgere
il
MONDO!
...Da Qualche Parte
Sopra L'Arcobaleno!
04 April MIX APPEALAbbinata a questo intervento, la TRACCIA MUSICALE (nel Media Player):
ANGELINA
Tommy Emmanuel
Mix Appeal
una data,delle immagini,una musica,le parole...
...e tanto altro!
come legna
che di fiamma si colora bruci, tremi e d'improvviso sei l'aurora
nel rifugio dei pensieri, messaggeri, di quel cuore
senza voce, di quel cuore senza luce, confinato, fino a ieri
nel quadrato della rabbia di un dolore, che adesso, tu,
frantumi in cenere che adesso, tu, che sei una Venere,
risolvi in brace,
e gli dai pace... ed io
Ammirandoti,
unica
grazia, unicamente rimango incantato... Alzando
un
grido
ulteriormente
rapito...
innamorato!
Da un pensiero
tolgo il velo: ricoprirò di te
il mio cielo, tu che vieni e stai
in ogni angolo dei sogni miei... tu che incastonata sei
nel mio mosaico delle idee e come roccia ferma e fiera
sfidi tutte le maree del mio cuore,
che ogni sera
io t'affido fra le dita... a te, che sei
cornice e tela di quel quadro
che è la Vita...
e poi
Ammirandoti,
unica
grazia, unicamente rimango incantato... Alzando
un
grido
ulteriormente
rapito...
innamorato!
By TiÞÞiTi 17 March SENTIMETRIAAbbinata a questo intervento, la TRACCIA MUSICALE (nel Media Player):
MORE - Mondo cane's Theme (feat: Broadway Stage Orchestra)
Nino Oliviero e Riz Ortolani
SentiMetria
Che cos' è la "Sentimetria"?
Per dare una risposta a questa domanda iniziamo col dire che già la parola è di mia invenzione, trattasi, difatti, di un vocabolo di coniatura prettamente "tippitiana"!!! Credo che non esista su nessun dizionario sulla faccia della Terra!!!
"Cominciamo Bene...", esclamerebbe un novello lettore che entrasse a leggere queste righe, e proseguirebbe "...questo Tippiti, come minimo si fuma l'antiforfora!". Potrebbe anche essere così, e se vi piace pensarlo, pensatelo... però, di certo, non mi faccio lo shampoo con le sigarette!!! (Con quello che costano!!!).
Ma veniamo a noi, di primo acchitto questa parola, sentimetria, sembrerebbe richiamare alla mente un esame medico, per esempio di tipo audiologico. Beh, in effetti risulterebbe facile poter ipotizzare che tale Esimio Dott. Prof. Eustachio La Tromba, medico specialista in otorinolaringoiatria, potesse prescrivere un fantomatico "esame sentimetrico" a tale paziente Crocifisso (è il nome) Timpano (è il cognome), avente qualche piccolo (?) problema d'udito, magari congenito (?)... ma niente di tutto ciò! Il termine Sentimetria, se vogliamo, nasce da un ossimoro... Ora, così come gli "ottomani" non sono uomini con otto mani, gli "ossimori" non sono uomini dalla carnagione scura, tutti pelle e ossa!!! Gli ossimori non è che li si incontra facilmente, e non sono neanche merce che la si trova nei supermercati!!! Ma ve la immaginate una signora al banco frigo dell' Ipercoop che chiede: "Senta, io prendo tre etti di ossimori, ma per favore, senza tutti quegli anacoluti, che la volta scorsa li ho trovati pesanti!"... Al lettore novello di cui sopra, che non conosce le mie elucubrazioni mentali, potrebbe, a questo punto della lettura, scoppiargli un brufolo neuronale e concepire una seconda esclamazione del tipo : "Questo Tippiti, come minimo si fuma le barrette del Vape!".
Potrebbe anche essere così, e se vi piace pensarlo, pensatelo... ma sarebbe impagabile, nel cuore della notte, uccidere l'unica zanzara tormentatrice, con un (giga)rutto al Vape!!! Una goduria suprema!!! Non riesco a spiegarmi perchè Noè si portò dietro pure le zanzare e non le lasciò annegare nel diluvio biblico!!! vabbè... questa è un'altra storia!!! (Si capisce che nutro una viscerale simpatia per le zanzare, no?!?!?) Torniamo all'ossimoro che è l'accostamento di due termini in forte antitesi tra loro. Quindi, il termine "Sentimetria" nasce dalla fusione di due parole concettualmente contrapposte! Adesso vorreste sapere le due parole?!? D'accordo, sono magnanimo, ve le dico! "Geometria" e "Sentimenti", pertanto la "Sentimetria" sarebbe, in un certo senso, la "Geometria dei Sentimenti"! Non penserete che mi sia dato alla filosofia... la mia è semplicemente un'idea, una considerazione... niente di più! Trattasi di un mero tentativo tippitiano di plasmare e dar forma a quanto di più implasmabile e asimmetrico possa esistere: i sentimenti!
Ed è normale pensare, di primo acchitto, che la rigorosa sintesi razionale e la sistematicità matematica della geometria, strida e poco si sposi con il caotico flusso anarchico del nostro universo sentimentale, ma, forse, potrebbe non essere così... e si potrebbe, secondo una certa logica, associare ad ogni singolo sentimento, per esempio, all'odio, alla crudeltà, alla fiducia, all'amicizia, alla rabbia, alla generosità, alla tristezza, alla bontà, al dolore e via dicendo, una determinata figura geometrica che lo identifichi e ne dia la forma! A questo punto, so benissimo quale commento vi sta girando in testa: "Se a Tippiti tra uno shampoo e l'altro gli vengono 'ste idee o gli è scaduto lo shampoo e non se n'è accorto oppure deve cambiare la marca"! Potrebbe anche essere così, e se vi piace pensarlo, pensatelo...ma fatemi arrivare alla fine (non dei miei giorni!!!), ma del ragionamento! Se consideriamo, per esempio,il triangolo, esso è in geometria la figura più semplice. Costituisce il primo dei poligoni, in quanto 3 è il numero minimo di segmenti necessari per delimitare una superficie chiusa e pertanto si trova, da un certo punto di vista, al livello più basso o più infimo nella scala della complessità delle figure piane. I suoi tre vertici, poi, sembrano dei veri e propri aculei, degli spigoli crudeli atti a far male... per non parlare del triangolo ottuso, mai aggettivo fu più adatto, che con la sua particolare forma da l'idea di una lama pronta a ferire. Qual è il più basso e il più infimo dei moti del sentire umano che possa essere associato al triangolo? Di certo l'odio o la crudeltà ed in particolare quest'ultima la identificherei proprio con il triangolo ottuso!!!
By TiÞÞiTi 03 March POESIA DELL' AZZO!Abbinata a questo intervento, la TRACCIA MUSICALE (nel Media Player):
LIMELIGHT - Theme
Charlie Chaplin
Poesia Dell'Azzo
noi nello spiazzo
"d'Amore svolazzo (così gridò, e si lanciò...) caddero i fiori giù nello spiazzo, con essi l'arazzo, ed anche Galeazzo... ...e alcuni petali facean da codazzo!
del sole uno sprazzo sul piccolo arazzo
By TiÞÞiTi
14 February NEANCHE IL MARE SA...Abbinata a questo intervento, la TRACCIA MUSICALE (nel Media Player):
NEANCHE IL MARE
Negramaro
...e se in uno di quei Baci... 14
...ci fosse la frase: Febbraio
2008 By TiÞÞiTi
08 February CORIANDOLI DI TEAbbinata a questo intervento, la TRACCIA MUSICALE (nel Media Player):
PERCHE' NO?
Lucio Battisti
Coriandoli di Te
Ci sono coriandoli per strada, stasera,
By TiÞÞiTi
Perchè, no?! Perchè,no?! Perchè,no?!
Perchè, no?! SCUSI, “LEI”... Lucio Battisti - Perchè,no? - 02 February Orientandosi ad OrienteAbbinata a questo intervento, la TRACCIA MUSICALE (nel Media Player):
BABY PORTABLE ROCK
Pizzicato Five
Orientandosi
Ad
Oriente
Sottotitolo: I problemi del Giappone
Premessa:Chiunque si trovasse a leggere questo post sappia che non è mia intenzione offendere nessuno, ma, chi mi conosce sa che se mi viene dato il "la" io mi prendo tutte quante le sette note, le crome e le biscrome, i diesis, e di questo passo con l'incedere del mio galoppante “flaccidume” cerebrale, pure i bemolli, che possono sempre servire, quantomeno a fare pandan.
Testo (si fa per dire!): Tempo fa, mi sono trovato, per caso, a "girovagare" tra i meandri della rete ed in particolare in un sito nel quale una volta registratoti, puoi compilare il tuo profilo ed inserire le tue foto personali che vengono votate dagli altri iscritti, praticamente di mezzo mondo!
Evito di menzionarvi il sito, perché, in realtà, è decisamente una vera e propria "defecazione" notturna in pieno deserto sahariano senza neanche un chiaro di luna che illumini l’anfratto, luogo della “liberazione” (e non so se ho reso l’idea!), ma per curiosità mi sono iscritto anche io ed ho inserito qualche foto, chiaramente, pochissime personali, anzi solo una, perché, se è vero che il nostro pianeta si sta riscaldando sempre di più e sta morendo per via dell’ "effetto serra" e del buco dell’ozono non vorrei che i miei visitatori, vedendo le mie foto, si decimassero in via esponenziale venendo colpiti da un improvviso buco del colon e poi sterminati dal conseguente “effetto peto” autodistruttivo! Comunque, visto che nel compilare il profilo, uno può scegliersi anche un’area geografica diversa da quella di origine… io ho scelto l’Asia e in particolar modo, vista l’ “aria” che tira a levante, il Giappone! E ho cominciato a spulciare, le province e le possibili cittadine da inserire nel mio inverosimile profilo, giungendo ad una calcolata, fredda e definitiva affermazione…. Secondo me, in Giappone devono avere dei seri problemi! Anzi, specifico: secondo me, in Giappone devono avere dei seri problemi… di diarrea!!! Che detta così, può sembrare una frase esclusivamente legata: a) ad una mia conoscenza "viscerale" di quel popolo b) o una attenta analisi chimica di ciò che mangiano, ed, invece, niente di tutto questo... la mia affermazione nasce semplicemente da una considerazione fatta durante questo "viaggio virtuale" in quelle terre così lontane da noi per tradizioni, usi e costumi! Tanto per cominciare, quasi al centro del Giappone, lo sapevate che esiste una provincia (o prefettura) che si chiama Kagawa!??! Proprio così, avete letto bene, andate su un atlante per la conferma… se non ci credete! Lì, secondo me, qualche nota azienda di lassativi dovrebbe, quantomeno, insediare tutto il suo consiglio direttivo! Oppure mi immagino una ipotetica discussione tra amici del tipo <Ciao Mario, hai visto Giacomo? Sai dove si trova?> <Ieri sera: Kagawa, oggi non lo so!!!> Scendendo verso sud esiste invece la prefettura e la cittadina di Kagoshima, dove si spera che la rete fognante funzioni a dovere e le tubazioni tengano bene, altrimenti lascio immaginare i risultati devastatori. Nella prefettura di Hyogo (poco… ma hyogo!) che confina, difatti, con Kagawa, incontriamo la cittadina di Kakogawa, e credo che prima o poi le due province faranno un gemellaggio. Salendo, invece, verso nord, nel Tochigi, l'attenzione non può che cadere sulla città di Ashikaga, per la quale, non essendo bagnata dal mare, valgono i famosi detti del vecchio saggio… Ashikaga non piglia pesci, e poi anche quell’altro che dice: Ashikaga di sera, bell’aria respira! Nella Prefettura di Gifu esiste invece la cittadina più poetica e, se vogliamo più dolce, invito ed esortazione insieme, che, soltanto a pronunciarla, è quasi tutta una musica… la cittadina di Kagamigahara! Si provi a ripetere la lettura: Ka-ga-mi-ga-ha-ra… riuscite a cogliere il ritmo e la musicalità? No? Dai… impossibile, basta concentrarsi un po’… perchè sembra uscita, proprio, da un endecasillabo dell’Iliade: Kagamigahara, del Pelide Achille, l’ira funesta/
che infiniti addusse lutti agli Achei/…
Questi gravi problemi viscerali comportano, da un punto di vista epidermico, come risultato finale, anche una iper-secrezione (da sforzo) di sudore e difatti gli abitanti di Masuda (nello Shimane) e di Hasuda (prefettura di Saitame) ne sanno qualcosa! In queste cittadine presumo che nelle giunte comunali non si voti per alzata di mano, come pure, a scuola, nessuna maestra si azzardi a dire “chi sa la risposta alzi la mano”… per via dell’effetto dell’ascella-killer!!!! Comunque, risulta evidente che dopo tale e tanto scombussolamento, non resta altro da fare che spostarsi nella provincia e cittadina di Tottori, dove ti visitano ben benino, ti fanno una gastroendoparaecodopplerscopia generica e poi ti spediscono col primo treno nella città di Kure (prefettura di Hiroshima) dove guarisci da ogni male non appena prendi la cittadinanza, se invece sei più fortunato e nasci tra gli abitanti di Soja (nell’Okayama), allora non hai problemi, perché con la soja non ci sono problemi, dal momento che abbassa il colesterolo ed è anche un toccasana all’insorgere dei problemi della prostata. Ne sa qualcosa il padre fondatore della cittadina di Beppu (nell’Oita), probabilmente tale emigrante sardo Giuseppe Sarrapiccoddu, morto martire della prostata a mandorla. Se poi uno non ce la fa proprio e vuole fuggire da tutte queste realtà, estraniarsi dal mondo, oppure annebbiarsi del tutto, fino a non capirci più nulla, gli rimane da fare soltanto una cosa: trasferirsi nella città di Koka (nello Shiga) e così sia… tanto si sa che (come dice il saggio): Kyoto scaccia Kyoto! By TiÞÞiTi
10 January PROFILIAbbinata a questo intervento, la TRACCIA MUSICALE (nel Media Player):
CHISSA' SE LO SAI
Ron & Fiorella Mannoia
Profili
"A te che ci sei, e non ci sei al tempo stesso, che parti da me,e poi ritorni tra i miei pensieri,
ovunque tu sia, adesso,in questo momento, sappi che vorrei esserti accanto... per accarezzare, con te, un sogno, per invertarmi nuovi modi di farti sorridere,perchè so che un po' del tuo sorriso è, in un certo senso, nato con me, cullato, da sempre, in qualche remoto cantuccio di quel magico regno nel quale si plasmano le idee, e una parte di me è rinata con quel sorriso, perchè so che mi perderei nei tuoi occhi di giorno in giorno con affascinante abbandono... e tutti gli altri occhi farebbero soltanto da contorno!... E poi,ancora, tanti, tanti e tanti altri "perchè" che non sono esprimibili a parole, dal momento che lo stesso Dio, Supremo "Perchè", non è esprimibile a parole! Seguo con un dito il tuo profilo su un disegno, ma desidererei che fosse il tuo nome a disegnarsi sul mio cuore, per sempre! Stanotte come ogni notte, nasconderai le tue perle, rare, sotto le palpebre chiuse, cassaforti preziose, ma domattina, se lo vorrai, io sarò lì, in silenzio, per vederle nascere di nuovo... ad oriente, per rimanerne, un'altra volta, intimamente incantato! Ovunque tu sia...come stella che sorge prima di tutte, lacrima prima di un lontanissimo pianto, tu copri di grazia (che è quello che sei) ogni lieve pulsare, a Te affido i miei sogni... tu che, stella, sorgi prima di tutte! Ovunque tu sia... adesso lo so: io ti amo!" C'erano scritte proprio queste parole e c'erano disegnati due profili del volto di lei sul volantino che Amos aveva fatto stampare in tipografia! Ne aveva fatti stampare circa ventimila e in un caldo e assolato pomeriggio primaverile li fece piovere tutti quanti dal cielo sulla sua città, sorvolandola su un piccolo e leggero bimotore rosso preso in affitto! Amos era finalmente felice... ...ovunque lei fosse!
By TiÞÞiTi
16 December THE DAY AFTERAbbinata a questo intervento, la TRACCIA MUSICALE (nel Media Player):
O Albero di Natale
Jazz Version
The Day After
Il Dodici Dodici è passato!!!
E non si trattava, certo, di una corsa d’autobus o di tram… Bene!!! È fatta!!!
Me li sono presi tutti…i miei 101 “cuccioletti”!!!
Adesso ho anche i restanti otto finali!!!! Che poi erano quelli che mi spettavano… Ma non si pensi che con loro io debba fare una nuova linea cappotti (come la trama di un ben noto film d’animazione narrava)!!!
ASSOLUTAMENTE NO!!!
Ve lo giuro !!! Non sognatevi di mandarmi l’Associazione Animali a casa, a parte il fatto che nelle condizioni in cui mi trovo, dopo il dodici, preleverebbero me e non loro, ma vi assicuro che, tutti e 101, vivranno bene con il sottoscritto, d'altronde per poterli riunire tutti insieme ce n’è voluto!!!
È vero, Dante a 35 anni scriveva la Divina Commedia diventando immortale, mentre Tippiti alla stessa età non aveva ancora scritto quella sorta di “liberatoria” per accaparrarsi i suoi 101 “cuccioletti”… però è pur vero che, adesso, che tale “documentazione” è finalmente agli atti, e non si sa mai che qualcuno mi presenti una sua amica di nome, magari,… Beatrice (che le faccio toccare il Paradiso con il viso – scusate la rima Stilnovista e… il delirio di onnipotenza)!!! Tornando a noi, sarebbero tante le vicissitudini da raccontare, non ultima quella riguardo il G.C.d.D.R.,ovvero il “Gran Consiglio dei Dalmata Riunito”, che a due giorni dalla data, sopra e sotto citata, non m’aveva piazzato in lista per l’udienza… le macchie nere stavano per venire a me!!! Ed in questa mia fase di pre-eczema nericcio corporeo sparso, loro, i “piccoli”, erano lì, poveretti, che mi aspettavano e guaivano, nel famigerato “Canile del Tempo Perduto”, ormai smunti e quasi denutriti, e tra l’altro ogni volta che mi trovavo a passare per il disbrigo delle relative pratiche per l’adozione, li sentivo che mi riconoscevano ed “abbaiavano” disperati nel vano tentativo di venir via con me!!! Ad Aprile scorso ero riuscito a portarmi via i primi 93… mi rimanevano i restanti 8… POTEVO NON RICONGIUNGERLI TUTTI??? È vero questi otto m’hanno fatto penare, non c’è stata né notte e né giorno negli ultimi trenta giorni a questa parte! Risalire ai pedigree originari, controllare le prove dell’affinità del pelo di quelli rinchiusi con quelli già liberi, test, prove e poi catalogarle e documentale tutte: tre giorni di veglia continua a base di caffeina (anche masticata o iniettata sottopelle) e suoi derivati, e qualche ora di sonno “semilucido”… (per via delle sudarelle!)!!! In pratica, per questi otto “cuccioletti” finali, è come se avessi fatto il giro del mondo 15 volte!!! Adesso siccome sono ancora rimasto al fuso orario del Venezuela… vi saluto dicendovi: “Spero che si riescano a cogliere
tutti i percorsi ...!!!” By TiÞÞiTi
Ai "passanti" i miei personalissimi (e a tema, per chi riesce a "cogliere"!) AUGURI di BUON NATALE (con gli "Amici" di questo blog spero di scambiarli via msn)
02 December Dodici-Dodici... come TiÞÞiTi-TiÞÞiTi!!!Abbinata a questo intervento, NESSUNA TRACCIA MUSICALE (nel Media Player):
A PIACERE TUO
E COSI' HO DECISO
DODICI/DODICI
...e poi torno!?!
(non è una minaccia)
Nel Frattempo...
Giocatevi Il DODICI Su Tutte Le Ruote! (non si sa mai!) 26 April OverjoyedAbbinata a questo intervento, la TRACCIA MUSICALE (nel Media Player):
OVERJOYED
STEVIE WONDER
19 aprile 2007 = finish flag
Overjoyed
(ad libitum)
C'è un numero, che "chiude" Un insieme di numeri... Overjoyed Overjoyed Overjoyed Overjoyed Overjoyed
Una scala, i suoi pioli...
Ed è ventotto il ventottesimo! Overjoyed Overjoyed Overjoyed Overjoyed Overjoyed
Traguardo d'arrivo...
O fors'anche partenza!
Overjoyed
Overjoyed
Overjoyed
Overjoyed
Overjoyed
Atto ultimo e assist...
Per "gustarsi" la meta!
Overjoyed
Overjoyed
Overjoyed
Overjoyed
Overjoyed
E a fine giornata... Un commento via etere: "Abbiamo Vinto... Buon Anno!" by TiÞÞiTi (overjoyed) 28 March La favola della formicaAbbinata a questo intervento, la TRACCIA MUSICALE (nel Media Player):
VIVERE
VASCO ROSSI
Caro buon vecchio Tippiti, un pomeriggio di qualche giorno fa, dato il tuo “perpetuo silenzio” mi sono divertito a spulciare alcuni dei tuoi blog “Amici” e per transitività anche miei… ahahahahhah scherzo!! In molti di loro ho trovato spesso e volentieri le stesse ansie, difficoltà, paure, che, quando vengono vissute in prima persona, appaiono montagne insormontabili, anche se, poi, guardandole da una prospettiva diversa, diventano un'altra cosa… ben altra cosa! Tutti noi viviamo sentimenti e situazioni simili, anche se poi ognuno si comporta in modo diverso…Giorni dopo, approfittando della temperatura quasi primaverile, abbiamo notato passeggiando per la campagna, con una “puffetta” di bambina, tante formiche intente a lavorare e in un certo senso ho rivisto in quel microcosmo “il senso della vita”, con le ansie e le difficoltà del quotidiano! (tranquilli che non sono ancora impazzito!!!)... Così ho deciso di scrivere una favola e di inviartela per e-mail! Ebbene sì, “La favola della formica” cercando di dare un senso… il mio senso su come si vive oggi e su come forse dovremmo vivere meglio. Sembra una frase fatta ma è la verità! Quante volte durante il giorno o la sera alziamo gli occhi a guardare il cielo?... Assurdo… ma la risposta è MAI, e questo vale per la maggior parte di noi!!!
La sua attesa non fu vana, dato che si trattava di un baco ormai pronto per la sua metamorfosi in farfalla! Per la formica, questo, parve un prodigio inverosimile, lei abituata a guardare sempre in basso, non aveva mai potuto notare la bellezza e l’eleganza di una farfalla e le si avvicinò per chiederle come avesse fatto a diventare così bella in poco tempo…
Lei rispose che apparteneva ad una specie superiore, capace di librarsi in aria e sfidare il vento!! In effetti rispetto alla farfalla la formica era un po’ bruttina, però, a pensarci bene la farfalla era fondamentalmente sola, mentre lei, la formichina, era stata abituata sin dalla nascita a stare in gruppo… e a socializzare, e così diventarono amiche! La formica decise di non tornare più al formicaio e di far compagnia alla farfalla! Ogni giorno che passava la farfalla diventava sempre più bella e sempre più forte, mentre la formica osservava quasi con invidia quelle ali disegnate e colorate dal buon Dio raggiungere fiori sempre più belli …. Passarono i giorni e la farfalla cominciò ad invecchiare a sentirsi sempre più debole fino al momento in cui non riuscì più a volare e chiamando a sé la piccola amica disse : ”Sono felice di averti conosciuta in questa mia breve vita ed ho capito che la mia bellezza è niente dinanzi a te che sei rimasta sempre a me fedele!”… e così dicendo, chiuse gli occhi, mentre la formica le rimase accanto nella speranza che riaprisse di nuovo le sue ali meravigliose! Passarono le ore e la piccola decise di scendere dall’albero e di ritrovare la via per il ritorno….. fino a quando non inizio ad avvertire che le forze cominciavano ad abbandonarla, si proprio così!!! La formica in questi giorni presa da tanti eventi nuovi e spettacolari, per lei quasi miracolosi, non aveva mangiato nulla, aveva deciso di non andare alla ricerca di cibo per non perdersi nulla di questo “nuovo mondo”…
Ormai immobile cominciò a pensare alla sua vita e su come fosse stata strana! Un semplice scivolone gli aveva cambiato prospettiva… aveva visto ed era stata partecipe di una vita piena di eventi stupendi come la rugiada e i colori dell’arcobaleno, la potenza e l’agilità delle tigri, la bellezza dell’amica farfalla e la caducità stessa della sua vita!!!
Aveva assaggiato solo un frammento dell’universo, ma ne era rimasta così inebriata che voleva ancora cibarsi di questo nettare che è la vita!! Voleva condividerlo con le sue amiche… informarle che alzando semplicemente lo sguardo c’è un mondo diverso, c’è l’universo !!!
Dai suoi minuscoli occhi venne un sorriso accompagnato da lacrime che ne segnavano il volto, felice e triste allo stesso momento, consapevole che le forze la stavano abbandonando e lei era impotente…
Quando avvertì un rumore tra i fili d’erba e vide il suo gruppo di amiche che tutte in fila rientravano a casa dopo aver raccolto ognuna la sua mollica di pane. Loro non riuscivano a vederla e non potevano vederla, perché troppo prese dal trasportare il cibo, così la formichina venne in mente quello che aveva vissuto in quei giorni! Si ricordò che il repentino movimento dei piccoli di tigre, tra i fili d’erba, aveva proiettato in cielo le gemme di rugiada scatenando i mille colori dell’arcobaleno, si ricordò che lo sbattere delle ali dell’amica farfalla, dopo essersi posata su un fiore, spargeva nel cielo il polline che luccicava come le stelle!!!
Siamo giunti alla fine della favola, e quindi se si dovesse rispettare l’epilogo di tutte le favole, anche questa dovrebbe terminare con un “vissero felici e contenti”, ma voi sapete, perché provato sulla vostra pelle, che non è sempre così, purtroppo!!!
Uno dei finali potrebbe essere che le formiche fanno in tempo a soccorrere l’amica, traendola in salvo e una volta a casa la piccola racconta davanti a tutto il formicaio la splendida esperienza vissuta in quei giorni…
Un altro finale potrebbe essere che le amiche non fanno in tempo a soccorrerla, ma una volta arrivate la trovano, sì, ormai senza vita, ma con il volto segnato da una lacrima e un sorriso e si allontanano incuriosite alla ricerca di quella visione che l’aveva resa così serena…
La cosa sicura è che la nostra piccola formica ha vissuto quei giorni scegliendo lei come vivere,ha provato sensazioni uniche! Probabilmente restando nel formicaio, con la sua solita routine, avrebbe avuto pane e acqua per giorni e giorni ma avrebbe mai toccato o sfiorato anche col solo pensiero la bellezza dell’universo?!
Ognuno nella vita fa le proprie scelte e prima o dopo ne paga o ne dovrà pagare le conseguenze, ma la formica insegna che non è mai troppo tardi per cambiare, provare ad osare , andare oltre quella siepe e perdere lo sguardo nell’orizzonte!!!
A me piace pensare che la formica con quell’ ultimo repentino sussulto sia riuscita ad arrivare su un fiore riempiendosi la pancia di nettare e, inebriata dal profumo, sia ancora lì, a mirare il tramonto, col vento che le accarezza il viso, aspettando, in cuor suo, il ritorno della sua cara amica farfalla!
P.S. Ho sempre pensato che le favole non meritino un finale per il semplice fatto che sono una rappresentazione della vita ed ognuno vive la sua… solo seguendo il proprio (o un proprio) percorso di vita può cercare di dare un senso anche a ciò che un senso non ce l’ha!!! ho deciso di non mettere una canzone come cornice al testo perché la favola racconta la vita…. la propria vita ed ognuno ha la propria canzone che è unica e sola… quindi ognuno metta la sua di canzone e continui o cominci a vivere!!!
(se poi volete proprio saperlo…io ci metterei “Vivere” di Vasco).
Buonanavigazione (nel senso di buona vita)
ilcustodedelfaro
__________________________________________________________________________
QUESTA FAVOLA SCRITTA DA "ilcustodedelfaro" LA TROVATE PUBBLICATA (per gentile concessione dell'autore) ANCHE NEL BLOG DI treasure416 e di butterflairy_00 ... passate a dare uno sguardo!__________________________________________________________________________ |
Per te...
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|