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Animula vagula, blandula, Hospes comesque corporis, Quæ nunc abibis in loca ?

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... nduma mac, bùgia!... Nulla di rilevante!
L'elenco dei migliori post del Sig. Tippiti (che poi sarei io!)

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03 November

NON HO BISOGNO DI DENARO


Abbinata a questo intervento, la TRACCIA MUSICALE (nel Media Player):
NOTTURNO PER VIOLINO E PIANOFORTE 
 Chopin

Non ho bisogno di denaro
 
 Non ho bisogno di denaro.
Ho bisogno di sentimenti,
di parole, di parole scelte sapientemente,
di fiori detti pensieri,
di rose dette presenze,
di sogni che abitino gli alberi,
di canzoni che facciano danzare le statue,
di stelle che mormorino all' orecchio degli amanti.
Ho bisogno di poesia,
questa magia che brucia la pesantezza delle parole,
che risveglia le emozioni e dà colori nuovi.
 
Alda Merini 
 
 

"Ultimo pensiero profondo:
Ma cosa fare
dinanzi ad un mai più
se non cercare
ininterrottamente
tra le furtive note?
_____
 
...Stasera, ripensandoci, con il cuore e lo stomaco in subbuglio, mi dico che forse in fondo la vita è così: molta disperazione, ma anche qualche istante di bellezza dove il tempo non è più lo stesso. E' come se le note musicali creassero una specie di parentesi temporale, una sospensione, un altrove in questo luogo, un sempre nel mai.
Sì, è proprio così, un Sempre nel Mai."...
 
 - L'eleganza del riccio -
  - Muriel Barbery -
 
 
 
by
TiÞÞiTi

14 September

EMBRACE


Abbinata a questo intervento, la TRACCIA MUSICALE (nel Media Player):
TWILIGHT'S EMBRACE- SOLO PIANO 
 Kevin Kern

Embrace
 
 A volte basta soltanto ascoltare il vento e le sue note.. e per una "strana alchimia", ti sembrerà che tutto si metta a danzare... e vorresti che quella musica non smettesse più, e con lei tante altre che raccontano di lei, Musica, che è una Grazia, che è quello che è, che raccontano di momenti irraccontabili, fuori dal tempo, e di emozioni talmente grandi, forti, uniche, speciali da non farti dormire la notte e da non farti neanche sentire stanco al mattino dopo.. perchè sono come cibo e sonno insieme, più del cibo, più del sonno, più di ogni altra cosa.. importanti quanto un respiro, e quando avverti questa "strana alchimia" vorresti fare uno di quei salti soltanto sognati da quando eri piccino... in cui, spingendoti con le forze delle gambe fino allo zenit del salto stesso, il tempo sembra rallentare, quasi fermarsi, il cuore batte all'unisono con il resto del mondo e la mente si trova in uno stato di grazia pura e finalmente vedi le cose intorno a te da un' altro e da un più alto punto di vista, con altri colori, altri odori.. occhi nei suoi "occhi" ed è l'incanto... poi arriva quel maledettissimo ultimo accordo, quella fottutissima ultima nota.. che ti fa tornare coi piedi per terra.. e vorresti che quella stessa musica non ti abbandonasse più e riprendesse a suonare, ora, subito, adesso, ancora , di nuovo.. lei e nessun' altra, perchè nessun'altra è riuscita a raggiungere, toccare e muovere i fili, i tasti di quel "sentire"!!!... voi che potete, se vi è piaciuta la musica che state ascoltando che come per magia fa danzare anche le rose, "riavvolgete il nastro" e riascoltatela.. io.. io sono qua, sempre qua, il solito piccolo, ingenuo e stupido "sognatore", al confine tra il giorno e la notte, con i miei talenti (pochi)che costituiranno la mia "roccia", e alla mia "Musica", alla mia "Vita", al mio "Cuore", al mio "Sangue", al mio "Essere", al mio "Sentire", alla mia "Anima", al mio "Tutto", al mio "Amore", stanotte, in questa notte, piena di buio, di cose non capite, di note, di silenzio, di cose da capire, di vento, di nuvole e stelle, di pensieri, di luna, di parole, di sentimenti, di lacrime e respiri...  e voglio mandare a Lei ed affidare al Cielo un solo messaggio che è un grido ed un pianto insieme :
..."STUPISCIMI"!!!
 
by
TiÞÞiTi

 
14 February

SONETTI


Abbinata a questo intervento, la TRACCIA MUSICALE (nel Media Player):
CLAIR DE LUNE - SOLO PIANO 
 Claude Debussy

Sonetti
 
 Non sarà che alle nozze di animi costanti
io ammetta impedimenti, amore non è amore
che muta quando scopre mutamenti,
o a separarsi inclina quando altri si separa.
Oh no, è un faro irremovibile
che mira la tempesta e mai ne viene scosso;
esso è la stella di ogni sperduta nave,
remoto il suo valore, pur se il suo luogo noto.
Amore non soggiace al tempo, anche se labbra
e rosee guance cadranno sotto la sua arcuata falce.
Amore non muta in brevi ore e settimane,
ma impavido resiste fino al giorno del Giudizio.
Se questo è errore, e sarà contro me provato,
allora io non ho mai scritto, e mai nessuno ha amato.

 

                      William Shakespeare

 

 

 

 

 
 
 
Come un pessimo attore in scena
colto da paura dimentica il suo ruolo,
oppur come una furia stracarica di rabbia
strema il proprio cuore per impeto eccessivo,
anch'io, sentendomi insicuro, non trovo le parole
per la giusta apoteosi del ritual d'amore,
e nel colmo del mio amor mi par mancare
schiacciato sotto il peso della sua potenza.
Sian dunque i versi miei, unica eloquenza
e muti messaggeri della voce del mio cuore,
a supplicare amore e attender ricompensa
ben più di quella lingua che più e più parlò.
Ti prego, impara a leggere il silenzio del mio cuore
è intelletto sottil d'amore intendere con gli occhi.
 
                      William Shakespeare
 
 
 
 
 
 
 
No, non dire mai che il mio cuore è stato falso
Anche se l'assenza sembrò ridurre la mia fiamma;
come non è facil ch'io mi stacchi da me stesso,
così è della mia anima che vive nel tuo petto:
quello è il rifugio mio d'amore; se ho vagato
come chi viaggia, io di nuovo lì ritorno
fedelmente puntuale, non mutato dagli eventi,
tanto ch'io stesso porto acqua alle mie colpe.
Non credere mai, pur se in me regnassero
tutte le debolezze che insidiano la carne,
ch'io mi possa macchiare in modo tanto assurdo
da perdere per niente la somma dei tuoi pregi:
perché niente io chiamo questo immenso universo
tranne te, mia rosa; in esso tu sei il mio tutto.
 
                      William Shakespeare
 
 
 

  

 by

TiÞÞiTi

22 January

SPRAZZI D'INVERNO


Abbinata a questo intervento, la TRACCIA MUSICALE (nel Media Player):
THE CRISIS
 Ennio Morricone

Sprazzi d'Inverno
 
 

Ritornavo in silenzio
con un passo spedito,
ma ad ogni traversa,
in quella sera ovattata,
m'attendevano al varco
i nemici pensieri.

 

Come arida pioggia
quelle avide frecce
nate, tese, scoccate,
pronte solo a ferire,
in agguato, accerchiandomi,
arrivarono nette.
Ogni sibilo in meta 
mi fiaccava il respiro
e piegando lo sguardo,
come fossi sconfitto,
lessi distratto
e, nel mentre, distrutto
una frase sul muro:
"Le carezze guariscono
ogni sorta di male!",
"Ad averne!", pensai,
"...scaccerebbero adesso,
come Scudo potente,
questi Sprazzi d'Inverno!"
Ma c'è un Freddo che, a volte,
 è più forte del ghiaccio
che riga pungente
 ogni singola vena,
e vorresti gridare
fino a neanche sentire,
e vorresti bruciare
fino a scioglierti in terra,
e vorresti sparire
senza indirizzo nè traccia.
In quella sera ovattata,
ritornavo in silenzio,
con un passo che ormai
era più che provato,
guardai la mia mano
tremante e venosa,
le sue righe ricurve
scavate nel palmo,
per poi chiuderle forte,
fino a farle pulsare.
Dicono il cuore
abbia forma di un pugno:
era lì che avvinghiavo
tutto quello in cui Credo,
era lì che stringevo
tutto quello che Amo,
era lì che serravo
tutto quello che Sento!
 
Ma c'è un Freddo che a volte
è più forte del ghiaccio
che si nutre ed ingoia
solo lacrime e saliva...
...e tra queste ora attendo
che la neve si sciolga.
 
by
TiÞÞiTi
 
 
"Ci sono solo quattro domande che contano nella vita, Don Octavio... Cosa è sacro? Di cosa è fatto lo Spirito? Per cosa vale la pena vivere? E per cosa vale la pena morire?... La risposta ad ognuna è la stessa: solo l'Amore!"

(Tratta dal film "Don Juan De Marco, Maestro D'Amore")
 
10 January

UNA MUSICA


Abbinata a questo intervento, la TRACCIA MUSICALE (nel Media Player):
KISS THE RAIN
 Yruma

Una Musica
 
 

Ha una strana alchimia la Musica,
quando tocca le corde dell'anima
facendole vibrare
con la forza inaspettata, potente
e dolce di un Amore,
che zittisce le parole,
perchè troppo grande da essere spiegato!

 

Punteggiatura sublime
di un sublime pensare,
dove ogni pausa ha un perchè,
dove ogni nota segna il presente,
passaggio naturale di un passato che è stato
e preludio sospeso di un futuro cercato,
atteso, sognato!
E quando questo accade,
non c'è tempo, luogo e distanza che tenga,
prendendola per mano
porteresti la tua Musica
sul bordo del tuo cuore
fino a mostrarle quel posto nascosto
ed intimo che ognuno di noi
serba solo per sè, per farle vedere,
tra le sue note,
come il mondo vorresti che fosse
come la vita vorresti che fosse,
leggendo tra le sue emozioni le tue,
adesso che sai che lei, quella Musica,
di quei luoghi ne è con te la protagonista.
 E tutto ciò che conta
è che l'hai saputo fin dal primo momento,
fin dal primo momento che l'hai ascoltata,
e speri soltanto che la sua melodia incantevole,
non t'abbandoni mai più,
affinchè quell'istante, unico...
sia per sempre! 
 
by
TiÞÞiTi
14 December

C'E' UNA STRADA


Abbinata a questo intervento, la TRACCIA MUSICALE (nel Media Player):
YOU ARE  SO BEAUTIFUL
 Warren Hill (sax version)

C Una Strada
 
 

C'è una strada,
da qualche parte,
senza tempo,
un sentiero,
incustodito,
che non ha stagioni,
dove, però, ogni tuo passo 
sarà un segno,
dove, però, ogni tuo sorriso 
sarà il sole.

 

Su quella strada stretta
e un po' tortuosa,
c'è un cancelletto,
tra tante spine,
coperto di rovi.
Hai le sue chiavi,
se sei curiosa di vedere
in fondo al viale...
se sei convinta di arrivare
fino in fondo...
così da chiuderlo, entrando,
al tuo passaggio
!
Se invece, lì su quella soglia,
in mezzo ai rovi,
in quel frangente
tu decidessi di fuggire,
andare via,
attenta soltanto a non ferirti
tra gli aculei,
perchè dalla tua goccia in terra
non nasca un'altra spina!
 Su quella strada,
che porta dritta in fondo al cuore,
il mio,
vi è un cancello...

che custodisce tutti i sentimenti,
i miei!
E là mi troverai...
se lo vorrai! 
 
by
TiÞÞiTi 
                                   
01 October

I TUOI OCCHI


Abbinata a questo intervento, la TRACCIA MUSICALE (nel Media Player):
FORBIDDEN COLORS
 Ryuichi Sakamoto (piano e violino)

I Tuoi Occhi
 
                               (ad un'Amica)
 

Vorrei per un solo momento,

guardare questo mondo

attraverso i tuoi occhi...

che darebbero un senso

a questo tempo del nulla.

Sfumature e contorni

del tuo essere grazia,

e poi immagini nuove,

oltrepassando lo sguardo,

dai colori vivaci,

taluni proibiti

o fors' anche nascosti,

racconterebbero, insieme,

quel tuo fascino dolce e

tutta la Bellezza

che è nata con te! 
Distanti, lontani,

col cuore un po' meno,

ma pieni di luce,

vestiti di sole,

figli del raro splendore

della linea curva d'orizzonte,

là dove il cielo

s'avvinghia al mare,

e si confonde,

e mi confondo...

se rimango a fissarli,

per saperli vicino,

per saperli sorridere ancora,

e poi ancora,

ed ancora...

mentre la sera

si sparge tra i viali.
by
TiÞÞiTi 
                                   (l'Amico Telegrafo)
 

19 August

A LITTLE DREAM


Abbinata a questo intervento, la TRACCIA MUSICALE (nel Media Player):
AT LAST
nella versione-sax di WARREN HILL

A Little Dream
 
 
Dedicato a Te
che non so chi sei,
che non so se arriverai,
a
Te che non so dove sei,
che non so se mi incontrerai,
a
Te che non so se ci sei,
che non so se mi riconoscerai,
a
Te che non so come sei,
ma quello che so è che...
...sarà tutto per
Te!
 
 In quella caldissima notte di piena estate
il grecale imbiancava tutta la costa idruntina
e nel silenzio,
lo spumeggiare cadenzato del mare
era come musica.
Il suo salato e aspro profumo,
dalla finestra sulle vecchie mura
lasciata aperta sulla baia,
ci visitava impertinente
carezzandoci i pensieri...
Ed io, che carezzavo te,
che dormivi sul mio petto,
abbracciandomi,
ascoltavo, felice, il tuo respiro...
caldo e dolce.
Ma ai prodromi del nascere del sole,
supremo signore e governatore di ogni moto,
come d'incanto, lentamente tutto si placò...
e mentre uno dei primi raggi di levante
ti baciava il viso,
facendoti stropicciare gli occhi,
fino a svegliarti,
io governandoti quella indomita ciocca
di capelli dietro l'orecchio,
incantato ti sussurravo, piano:
"Sei Bellissima!"
 
 
 
by
TiÞÞiTi 
 
AT LAST
(Etta James)
 
At Last, My love has come along
My lonely days are over
And life is like a song
 
Yeah... Oh Yeah... Yeah
Yeah... At Last
The skies above are blue
My heart was wrapped up in clover
The night I looked at you
 
I found a dream
That I could speak to
A dream that I can call my own
I found a thrill
To press my cheek to
A thrill that I have never known
 
Ohhhh... you smiled, you smiled
And then the spell was cast
And here we are in heaven
For You Are Mine
At Last
 
 
 
28 June

AMOR E O TEMPO


Abbinata a questo intervento, la TRACCIA MUSICALE (nel Media Player):
QUE RESTE T'IL  DE NOS AMOURS 
ROSA PASSOS feat HENRY SALVADOR (C.Trenet) 

" Amor e...
...o Tempo" 
( di António Feijó)
 
 
 Amore e il Tempo
(traduzione)
 
 
Per la montagna a strapiombo
tutti e quattro in allegra compagnia
Amore, il Tempo, la mia Amata
e io salivamo un giorno.
 
Della mia Amata nel soave sembiante
già si scorgevano i segni di stanchezza;
Amore ci passava avanti
e il Tempo accellerava il passo.
 
Amore, Amore, più piano
non correr tanto, che così svelta
non può di certo camminare
la mia dolce compagna!
 
Subito Amore e il Tempo, d’accordo,
aprono le ali tremanti al vento...
"
Perché volate così in fretta?
Dove andate?
" – In quel mentre,
 
si gira Amore e risponde con amarezza:
– "
Abbiate pazienza, amici miei.
Ho sempre avuto quest’abitudine
di fuggire via col Tempo... Addio! Addio!
"
 
 
 
 
by
TiÞÞiTi 
06 June

MISTY... alle 6 e trenta di mattina!


Abbinata a questo intervento, la TRACCIA MUSICALE (nel Media Player):
MISTY  (feat MANTOVANI ORCHESTRA)
Johnny Mathis

 Misty...
 
"La tua voce è ombra di un sogno./
                      Le tue parole/
                                      sono nell'aria assonnata/
                                                        petali di rose bianche"
 Federico Garcia Lorca
 
 
 
 
...alle 6 e trenta di mattina...
 
 
 
Le parole, a  volte, 
non si incontrano
per caso... perchè
sono lì che ti attendono,
oppure, da sole,
dettagliatamente
(fin dentro le vene
di un pensiero)
 ti vengono a cercare,
e pulsano
come raggi di un sentire
come scene di un vissuto
come voci di un narrato...
che trafiggono,
che scavano e
che infine infrangono
le fragili e sottili
pareti di un'emozione...
troppo grande da essere
raccontata
e al tempo stesso
troppo grande da essere
contenuta
negli spazi angusti
di un silenzio...
...si dice che ci sia
sempre un perchè!
 Ed io intanto canto,
oppure rido,
oppure canto e rido
 in una pura
e semplice gestione
(o mal gestione)
dei muscoli facciali!
E chi, in realtà,
si accorge del vero,
(nessuno)
rispondo
(a me stesso)
che ciò che condensa
sul mio volto
ancora caldo
del tepore
del guanciale
di una notte
appena uccisa
(dalla "febbre"
di un sogno
troppo alto da
essere vissuto
in questa vita),
è soltanto umidità...
 ...l' umidità
delle 6 e trenta
di mattina !
 
 
by
TiÞÞiTi 

        

 
 ...e non c'è più nessuno... 
 
  
...e adesso temo, di riprendere a fumare! 
  
N U A G E S
 
Devo scrivere del silenzio che mi ruota intorno
delle luci che scorrono veloci
giù per l’abisso dei suoni
e vuoti lancinanti e digiuni d’anima
in questo momento del tempo
che trascorre come nube nel cielo
ora che ti guardo e sorrido al mondo...

(ma gli occhi piangono)

e lacrime di seta, sul bordo delle guance
accolgono un dolore...

la musica che strazia il respiro
la gente che parla
il caos
le voci
le strade bagnate

- ed io e tu -

lontani di anni

di attimi

di parole scritte, sussurrate

nell’infinito

nel frastuono

nell’ombra oscura

del nostro triste passo.

13 May

STANOTTE PER TE


Abbinata a questo intervento, la TRACCIA MUSICALE (nel Media Player):
CAVATINA (THE DEER HUNTER) feat LONDON STARLIGHT ORCHESTRA 
Myers S. (Compositore)

 
Stanotte Per Te
 
 
 
C'è una foto ingiallita, stanotte,
conservata tra le pagine di un libro,
saltata fuori così,
che gioca col tempo
e con tutto ciò che, nel tempo,
accarezza e coccola i ricordi.
E tutto si ferma!
E nel silenzio, per incanto,
ripartendo da lì
nasce, da solo, un sorriso,
perché, d'improvviso,
come tuoni,
ritornano quei suoni,
quei sapori, tutte le luci,
e financo gli odori.
È un treno d'emozioni
che sospese ballano
e poi dense stillano
bagnando le parole…
Io nelle tue mani grandi
in un lontano dicembre,
in quel mio primo Natale!
E tu felice mi guardi…
E tutto si ferma!
E stanotte è per te,
che m'hai insegnato ad inserire i colori
anche lì dove regnava il grigiore
con la semplice potenza di un sorriso,
con l’onesta originalità di una fantasia,
con la fedele intensità di una melodia.
Di te ho amato ed amo tutto:
dalle tue piccole e grandi contraddizioni,
ai capricci del tuo essere figlio unico,
dal ritmare dei tuoi passi
alle tue facce buffe,
dalle tue impenetrabili paure,
alle storie delle bravate giovanili,
dagli schiaffi passati,
pertinenti e pesanti,
alle carezze improvvise
e sempre gradite,
perché ti conosco,
sono parte di te
e perché, forse, ti conoscevo già,
ancor prima che mi tenessi in braccio,
venendoti a baciare,
prima ancora che dal vero,
nel tuo mondo dei pensieri,
e con me anche i miei fratelli.
Chissà quante volte t’avrò deluso,
spezzandoti il cuore,
e avresti voluto rimproverarmi
ma non l’hai fatto,
perché soffrivi
più di te e mamma messi insieme!
Non t'ho mai visto piangere,
e non l'hai mai raccontato
e se l'hai fatto,
l'avrai fatto di nascosto,
di nascosto anche da te...
Perché so benissimo
che quello è il posto
dove si piange meglio,
perché c'è sempre un dolore
che si nasconde
dentro ogni piega della pelle.
Ma adesso che ogni ruga tua,
insieme ad ogni ruga mia,
ci allontanano da come eravamo,
adesso che le mie mani
sono grandi quanto le tue di allora
che con niente mi alzavano al cielo,
ti dico “GRAZIE PAPA’!”
così, senza fronzoli alcuni
perché so che le tue spalle,
che oggi vedo ricurve,
sono ricurve soltanto d'Amore.
By TiÞÞiTi
 
 
 
-----------------
PS: E A DICEMBRE PROSSIMO RIFACCIAMO QUELLA FOTO,
MA A PARTI INVERTITE E TI TENGO IN BRACCIO IO!!!
 
-----------------
 
 
04 May

INTIMATELY (Nonostante la Nebbia!)


Abbinata a questo intervento, la TRACCIA MUSICALE (nel Media Player):
TRULY
Lionel Richie

 
Intimately 
(Nonostante la nebbia!)
 
 
 
Lui s'arrampicava
 tra i vapori della nebbia,
che d'improvviso scese nella notte
come malvagia vestale del dio Giano,
barbara devastatrice e triste presagio,
insieme!
 Un appuntamento di anime,
nell'ora degli sguardi,
là, sotto l'antico lampione,
nell'alone di emozioni,
su un crocevia di sentimenti...
aspettava lei, tendendole la mano
in quella nebbia fitta.
 
Pur di distrarre il cuore,
il suo cuore,
tante volte ferito e poi rattoppato,
tante volte guarito e poi lacerato,
lui contava gli umidi pulviscoli
che leggeri danzavano per l'aria,
incosapevoli di dove erano stati
ignari di dove stavano andando.
 
Ma era là per lei,
e lei non c'era
o non sarebbe mai arrivata!
Appese al lampione
tutto quanto aveva di suo
perchè lo vedesse, se fosse passata
e lentamente s'addormentò
sul proprio fagotto di ricordi,
in quella netta notte...
...in quella fitta nebbia.
 
Ai primi raggi del mattino,
mentre quel nido
sul lampione si svegliava,
un pianto nascosto
intimamente lo segnava.

Tornò lì ad aspettarla
tendendole la mano,
la sera, la sera dopo
e quella dopo ancora
forte di ciò che sentiva...
...nonostante la nebbia!
 
 
 Alla fine, lui, trovò logico
innamorarsi, sì...
...ma del lampione!
 
By TiÞÞiTi
 
25 April

UN PASSO INDIETRO


Abbinata a questo intervento, la TRACCIA MUSICALE (nel Media Player):
UN PASSO INDIETRO
Negramaro

 
Un Passo Indietro
 
 
Era un tardo e torvo pomeriggio di novembre dell'anno 1900, il cielo era plumbeo e tempestoso, squarciato dal chiarore improvviso dei lampi e dai fragori dei tuoni in avvicinamento e non necessitava essere iscritti alla Società Meteorologica Italiana per comprendere che da lì a poco si sarebbe messo a piovere torrenzialmente.
Io, di gran lena, me ne stavo tornando a casa in sella al mio cavallo, quando i primi goccioloni di pioggia misti a grandine, l'incupirsi minaccioso del cielo e l'avvicinarsi repentino della bufera mi costrinsero a chiedere e trovare riparo per la notte nel vecchio maniero illuminato che riuscivo a scorgere dalla strada.
 
Affidato il mio cavallo allo stalliere fui accolto all'ingresso del piccolo castello da un attempato maggiordomo, il quale, facendomi passare dalla sala degli scudi e da quella della scherma, mi accompagnò fin dentro un enorme ed antico salone le cui porte e finestre si affacciavano nel bellissimo atrio interno, di fiori variegato e variopinto.
 
Le sale erano riscaldate da grandi camini accesi, e in quella in cui mi fu detto di accomodarmi ed aspettare c'era anche un pianoforte a coda, accanto ad una delle finestre. Chiesi, allora, al maggiordomo se nell'attesa avessi potuto suonare, lui mi rispose di sì e mi disse che la contessina, non appena avrebbe potuto, sarebbe scesa e m'avrebbe raggiunto lì nel salone. Feci un giro della stanza, guardando da vicino i quadri appesi alle pareti, mi soffermai con lo sguardo su alcuni antichissimi volumi conservati nella libreria, poi mi sedetti al pianoforte.
Cominciai a suonare, inebriato da una acustica da favola, da un ambiente da favola, da un pianoforte da favola, inanellai le note della mia melodia concatenandole una dietro l'altra, quasi inseguendo, e, al tempo stesso, lasciandomi trasportare dal ticchettio incessante della pioggia sui vetri e dall' accompagnamento ritmato dei chicchi di grandine sulla grondaia... la natura era la mia orchestra, le folate di vento i fiati, le percussioni i tuoni, ed io, solista tra tutte quelle note, da me mosse,e che si muovevano sole, passeggiavo incantato e stupito nei canali dell'anima mia! Percossi i tasti di quel piano per oltre venti minuti e con essi, tra la pressione di un martelletto e l'emissione e lo sciogliersi del suo suono nell'aria, percossi tutti i miei ricordi, da quelli bianchi, felici e cari a quelli neri, tristi e dolorosi scuotendoli dalla coltre di polvere degli anni! Smisi d'improvviso soltanto quando mi accorsi, da un riflesso sui vetri della finestra accanto al pianoforte, che sulla porta di ingresso della sala, posta alle mie spalle, una sagoma di donna, di nascosto tra i drappi della tenda, si era fermata, in silenzio, a guardarmi ed ascoltarmi: era la contessina!
 
Feci per alzarmi dallo sgabello e andarle incontro, ma lei mi pregò cortesemente di restare seduto e sopratutto di non voltarmi. Da quel poco che avevo intravisto nel riflesso sul vetro, aveva i capelli lunghi e sciolti, fin oltre le spalle e dalla sua voce dolce e giovanile, intuivo che avrebbe potuto avere qualche anno meno di me. Rispettai quella sua volontà, daltronde ero io ospite in casa sua, e, pur non capendo il motivo di tale nascondersi, mi presentai rimanendo seduto. Lei colse questo mio imbarazzo e mi raccontò che era stata, più volte, sentimentalmente ferita, da uomini che l'avevano fatta innamorare per poi rivelarsi inconsistenti nuvoli di fumo e niente di più; mi disse che più conosceva la psiche maschile e tanto più si convinceva del fatto che fosse di gran lunga più gratificante amare gli animali. Era un fiume in piena, si sfogò, mi svelò di quella volta che un tale si presentò a castello dicendole di amarla, fino a farla perdutamente innamorare, semplicemente per vincere una scommessa con gli amici, oppure di quell'altro che pur giurandole amore eterno al pomeriggio, si trastullava poi, la sera, con tutte le dame compiacenti dei salotti di città. Era per questi motivi che preferiva che non mi voltassi. Mi chiese, allora, se gradivo da bere e se il temporale e la bufera non fossero stati un ottimo pretesto per fermarmi lì al maniero, nel mero tentativo di conoscerla.
Le risposi che mi trovavo lì per caso, di ritorno dal mio lavoro in città, che non facevo mai quella strada per rientrare a casa, e che prendevo un cognac che strega le parole... ed anche le note!
Nell'offrirmi il bicchiere le sfiorai la mano, profumata e affusolata... ma rimasi colpito dall'anello che indossava: fondo oro con un piccolo delfino blu in pietre lapislazzuli intarsiato al centro. Le dissi che finalmente comprendevo, anche se in parte, quel suo nascondersi al mio sguardo! Ma quella comprensibile paura d'amare le avrebbe attanagliato il cuore nel corso degli anni e con il passare del tempo quei drappi della tenda, dietro cui celarsi e rifugiarsi, se non li avesse oltrepassati e idealmente strappati, e non si fosse mostrata per quello che era, sarebbero diventati una corazza della quale non sarebbe riuscita più a disfarsene. Sorseggiando il cognac, provai a convincerla che non tutti gli uomini erano fatti della stessa pasta di quelli che lei aveva incontrato fino ad allora e che forse Dio lo faceva apposta a metterci sul cammino molte persone sbagliate prima di incontrare quella giusta, perchè così quando finalmente la si incontra e la si riconosce si possa esserGli totalmente grati! Lei, stizzita ed infastidita, come lo era il cielo fuori, mi rispose che si ritirava nelle sue stanze, e poi mi disse che mi sarei potuto fermare lì a suonare ancora e che il maggiordomo, quando io lo avessi desiderato, m'avrebbe indicato la stanza dove riposarmi per la notte! Io la ringraziai per l'ospitalità concessami e mentre sentivo i suoi passi allontanarsi da me ripresi a suonare per un po', finendo il mio cognac, poi al mattino seguente, di buon'ora, lasciai il castello, ma nella stessa mattinata, inviai un mazzo di rose rosse a quella giovane e triste contessina!
Qualche mese più tardi, in occasione del carnevale, i miei colleghi organizzarono in città un ballo in maschera a cui vi presi parte. C'era tantissima gente e maschere di ogni genere. Anche i componenti dell'orchestrina che allietava la serata erano in costume. La regola della festa fu che tutte le maschere invitate dovessero tra loro comunicare soltanto a gesti, almeno fino all'ora del buffet, previsto intorno alla mezzanotte. Io, vestito a puntino da cima a piè, per quasi tutta la sera provai ad invitare qualcuna ma senza successo, fino a quando mi accostai ad una mascherina, dalle fattezze femminili, di celeste vestita, che accettò il mio invito mimato al ballo. E ballammo! Ballammo tra tutti, tra una manciata di coriandoli che piacevolvente ci investiva e qualche festone colorato che ci intralciava i passi, e ballammo per più di un ballo, e da sotto la maschera, tra un walzer ed un casquet, sentivo di tanto in tanto che lei rideva... felice, rideva! Ci avvicinavamo all'ora del buffet, momento in cui ci saremmo potuti togliere le maschere e avremmo potuto parlare con gli altri conviviali, ed io ero curioso di vederla in viso! Ma poco prima di accedere al buffet fui invitato al pianoforte, per suonare un mio pezzo... uno qualsiasi! Mi sedetti, la mia "dama celeste" era lì, appoggiata coi gomiti sulla coda del piano, cominciarono tutti ad applaudire per incoraggiarmi a suonare, lei si sfilò i guanti, per applaudire con gli altri e...  su quel dito, lo stesso anello: fondo oro con un piccolo delfino blu in pietre lapislazzuli intarsiato al centro! Lo stesso anello della contessina del maniero! Allora, dietro quella maschera c'era lei... non vedevo l'ora che cominciasse quel dannatissimo buffet, ed iniziai a suonare, eseguendo lo stesso pezzo che feci quella sera al castello! A quel punto anche lei capì chi ero io, chi si nascondeva sotto la mia maschera, e stette lì fino alla fine del pezzo, o meglio fino a quando io non abbassai gli occhi per seguire sulla tastiera le mie dita impegnate nell'ultima scala prima dell'accordo finale di chiusura! Quando, poi, rialzai lo sguardo, mentre quelle ultime note si dileguavano nell'aria e un applauso fragoroso mi investiva, lei in quella folla nemica era già sparita.
Non seppi più nulla di quella triste contessina, anche perchè di lì a poco fui trasferito definitivamente, per questioni di lavoro, in un'altra regione, lontano da quella terra, lontano da quei luoghi che m'avevano visto nascere e crescere. Passarono gli anni e le stagioni, e raramente feci ritorno! Avevo la mia vita, che si svolgeva a tempo pieno lontano da lì! Nella mia nuova città mi innamorai di una fanciulla che dopo qualche anno di fidanzamento portai all'altare. Insieme avemmo una vita serena, tranquilla e felice, coronata e arricchita dalla nascita dei nostri tre bambini, due maschi e la femminuccia, che crescemmo con amore. Ci costruimmo una casa di nostra proprietà, nella quale festeggiammo tanti Natali, tanti Capodanni e tanti compleanni, ed io e mia moglie gioimmo insieme ai nostri figli, alla nascita di tutti i nostri undici nipotini.
Ma adesso in un torvo e tardo pomeriggio del mese di giugno dell'anno 1972 erano tutti intorno al mio capezzale. Io, alla suonata età di 97 anni, li avevo radunati tutti intorno a me, nel mio ultimo ed estremo saluto al mondo! Ero ormai moribondo, respiravo pesante, disteso nel letto, da un paio di giorni, a tratti cosciente a tratti dormiente... la luce soffusa dell'abat-jour, dava l'idea di un'oltretomba prossima ad arrivare e illuminava a malapena le tante sedie disposte intorno alla stanza su cui erano seduti i miei cari, mentre mia moglie mi accudiva e pregava seduta accanto al mio letto! Quando io aprii per l'ultima volta gli occhi la vidi, difatti, là, vicino, che indossava un velo nero, che non mi permetteva di vederle il viso.
Mancavano, ormai, pochi secondi alla mia morte, lo avvertivo, io sgranai paurosamente gli occhi e alzai il braccio sinistro! Mia moglie, lì accanto, afferrò la mia mano e me la strinse forte... ed io stupito, ancor più di morire, ancor più del respiro che veniva meno, vidi su quel dito, sul suo dito... quell'anello, lo stesso anello!!! Lei indossava quello stesso anello della contessina: fondo oro con un piccolo delfino blu in pietre lapislazzuli intarsiato al centro!
Mia moglie era la contessina del maniero!!! Avrei voluto dirle ancora una volta che l'amavo, ma non avevo più voce! Con l'altra mano feci un disperato tentativo di tirarle via quel velo nero dalla testa per vederle ancora una volta il viso, ma proprio in quel momento spirai!
Che strana senzazione, quasi indescrivibile a parole!!! Etereo e cosciente di esserlo, compivo un passo avanti verso una nuova dimensione!!! Ogni secondo che passava, dopo essermi accasciato sul letto inerme e definitivamente, mi sentivo sempre più leggero!!! E in quel frangente, proprio mentre avvertivo fisicamente di staccarmi sempre più dal mio corpo, istante dopo istante, non riuscivo a comprendere come mai morivo esattamente nell'anno e nel mese in cui nascevo!!! Che castroneria è mai questa, pensai?!?! A risolvermi questo enigma amletico, nel giro di pochi millesimi di secondo, fu la mia radiosveglia sul comodino, che, segnando le 7.40 di una calda e assolata mattinata di fine aprile dell'anno 2008, mi svegliò di colpo dal sonno profondo della nottata (o se vogliamo, mi resuscitò di colpo), facendomi compiere un grande passo indietro, ma questa volta nella realtà, mentre la stazione-radio sintonizzata su quella frequenza, proprio in quel momento, spediva nell'etere queste parole:
 
...ancora un passo,
un altro ancora...
Un passo avanti ed ora io,
io, non parlo più
e tra le mani,
mani stringo,
a che servon le parole...
Amore, dai, dai, dai,
muovimi il sole!
Perchè sei nell'aria, sei
tu che aria vuoi,
ma che aria dai,
se poi mi uccidi...
tu che aria sei,
ma che aria vuoi,
tu che aria dai,
se poi mi uccidi...
tu come,
tu come aria in vena sei!
 
By TiÞÞiTi
11 April

OLTRE LE NUVOLE


Abbinata a questo intervento, la TRACCIA MUSICALE (nel Media Player):
SOMEWHERE OVER THE RAINBOW 
Tommy  Emmanuel

 
Oltre Le Nuvole...
 
 
 
L'arcobaleno
è un ponte sospeso
 
tra una lacrima
 
del cielo
 
e la luce
di un sogno...
 
...è un sorriso
 
rovesciato
 
che per
vederlo
 
basta
capovolgere
 
il
MONDO!
 

          

...Da Qualche Parte
 

 
 Sopra L'Arcobaleno!

04 April

MIX APPEAL


Abbinata a questo intervento, la TRACCIA MUSICALE (nel Media Player):
ANGELINA
Tommy  Emmanuel

 
Mix Appeal
 
una data,delle immagini,una musica,le parole...
...e tanto altro!
 
 
 
 
   come legna 
      che di fiamma si colora
         bruci, tremi e
            d'improvviso sei l'aurora 
                          nel rifugio dei pensieri, 
                                 messaggeri,
 

  di quel cuore
    senza voce,
     di quel cuore
       senza luce,
         confinato, fino a ieri
           nel quadrato della rabbia
             di un dolore,

 
   che adesso, tu,
      frantumi in cenere
        che adesso, tu,
           che sei una Venere,
              risolvi in brace,
                 e gli dai pace...
 

ed io
 
           Ammirandoti,
          unica
             grazia,
                unicamente
                   rimango 
                      incantato...
   Alzando
      un
         grido
            ulteriormente
               rapito...
                  innamorato!
 
 
   Da un pensiero
        tolgo il velo:
             ricoprirò di te
                 il mio cielo,
 

 
   tu che vieni e stai
      in ogni angolo
         dei sogni miei...
            tu che incastonata sei
               nel mio mosaico delle idee
 

 
   e come roccia ferma e fiera
      sfidi tutte le maree
         del mio cuore,
            che ogni sera
               io t'affido fra le dita...
 

   a te, che sei
        cornice e tela
             di quel quadro
                  che è la Vita...
 
 

e poi
           Ammirandoti,
           unica
              grazia,
                 unicamente
                    rimango 
                       incantato...
 
   Alzando
      un
         grido
            ulteriormente
               rapito...
                  innamorato!
 
 

 

By TiÞÞiTi

17 March

SENTIMETRIA


Abbinata a questo intervento, la TRACCIA MUSICALE (nel Media Player):
MORE  - Mondo cane's Theme (feat: Broadway Stage Orchestra)
Nino Oliviero e Riz Ortolani

 
SentiMetria
 
Che cos' è la "Sentimetria"?

Per dare una risposta a questa domanda iniziamo col dire che già la parola è di mia invenzione, trattasi, difatti, di un vocabolo di coniatura prettamente "tippitiana"!!! 
Credo che non esista su nessun dizionario sulla faccia della Terra!!!
"Cominciamo Bene...", esclamerebbe un novello lettore che entrasse a leggere queste righe, e proseguirebbe "...questo Tippiti, come minimo si fuma l'antiforfora!".
Potrebbe anche essere così, e  se vi piace pensarlo, pensatelo... però, di certo, non mi faccio lo shampoo con le sigarette!!! (Con quello che costano!!!).
Ma veniamo a noi, di primo acchitto questa parola, sentimetria, sembrerebbe richiamare alla mente un esame medico, per esempio di tipo audiologico. Beh, in effetti risulterebbe facile poter ipotizzare che tale Esimio Dott. Prof. Eustachio La Tromba, medico specialista in otorinolaringoiatria, potesse prescrivere un fantomatico "esame sentimetrico" a tale paziente Crocifisso (è il nome) Timpano (è il cognome), avente qualche piccolo (?) problema d'udito, magari congenito (?)... ma niente di tutto ciò! Il termine Sentimetria, se vogliamo, nasce da un ossimoro... Ora, così come gli "ottomani" non sono uomini con otto mani, gli "ossimori" non sono uomini dalla carnagione scura, tutti pelle e ossa!!! Gli ossimori non è che li si incontra facilmente, e non sono neanche merce che la si trova nei supermercati!!! Ma ve la immaginate una signora al banco frigo dell' Ipercoop che chiede: "Senta, io prendo tre etti di ossimori, ma per favore, senza tutti quegli anacoluti, che la volta scorsa li ho trovati pesanti!"... Al lettore novello di cui sopra, che non conosce le mie elucubrazioni mentali, potrebbe, a questo punto della lettura, scoppiargli un brufolo neuronale e concepire una seconda esclamazione del tipo : "Questo Tippiti, come minimo si fuma le barrette del Vape!".
Potrebbe anche essere così, e se vi piace pensarlo, pensatelo... ma sarebbe impagabile, nel cuore della notte, uccidere l'unica zanzara tormentatrice, con un (giga)rutto al Vape!!! Una goduria suprema!!! Non riesco a spiegarmi perchè Noè si portò dietro pure le zanzare e non le lasciò annegare nel diluvio biblico!!! vabbè... questa è un'altra storia!!! (Si capisce che nutro una viscerale simpatia per le zanzare, no?!?!?)
Torniamo all'ossimoro che è l'accostamento di due termini in forte antitesi tra loro.
Quindi, il termine "Sentimetria" nasce dalla fusione di due parole concettualmente contrapposte! Adesso vorreste sapere le due parole?!?
D'accordo, sono magnanimo, ve le dico! "Geometria" e "Sentimenti", pertanto la "Sentimetria" sarebbe, in un certo senso, la "Geometria dei Sentimenti"!
Non penserete che mi sia dato alla filosofia... la mia è semplicemente un'idea, una considerazione... niente di più!
Trattasi di un mero tentativo tippitiano di plasmare e dar forma a quanto di più implasmabile e asimmetrico possa esistere: i sentimenti!
 

 

Ed è normale pensare, di primo acchitto, che la rigorosa sintesi razionale e la sistematicità matematica della geometria, strida e poco si sposi con il caotico flusso anarchico del nostro universo sentimentale, ma, forse, potrebbe non essere così... e si potrebbe, secondo una certa logica, associare ad ogni singolo sentimento, per esempio, all'odio, alla crudeltà, alla fiducia, all'amicizia, alla rabbia, alla generosità, alla tristezza, alla bontà, al dolore e via dicendo, una determinata figura geometrica che lo identifichi e ne dia la forma! A questo punto, so benissimo quale commento vi sta girando in testa: "Se a Tippiti tra uno shampoo e l'altro gli vengono 'ste idee o gli è scaduto lo shampoo  e non se n'è accorto oppure deve cambiare la marca"! Potrebbe anche essere così, e se vi piace pensarlo, pensatelo...ma fatemi arrivare alla fine (non dei miei giorni!!!), ma del ragionamento! Se consideriamo, per esempio,il triangolo, esso è in geometria la figura più semplice. Costituisce il primo dei poligoni, in quanto 3 è il numero minimo di segmenti necessari per delimitare una superficie chiusa e pertanto si trova, da un certo punto di vista, al livello più basso o più infimo nella scala  della complessità delle figure piane. I suoi tre vertici, poi, sembrano dei veri e propri aculei, degli spigoli crudeli atti a far male... per non parlare del triangolo ottuso, mai aggettivo fu più adatto, che con la sua particolare forma da l'idea di una lama pronta a ferire.  Qual è il più basso e il più infimo dei moti del sentire umano che possa essere associato al triangolo?  Di certo l'odio o la crudeltà ed in particolare quest'ultima la identificherei proprio con il triangolo ottuso!!!
Crescendo di un lato si passa dai triangoli ai quadrilateri, ma non è che la situazione cambi così vistosamente, rimangono sempre gli spigoli retti e vivi ed in questa categoria il quadrato potrebbe corrispondere al dolore, ed in particolare il rombo (inteso come variante del quadrato) potrebbe dar forma al dolore psicologico.La superficie racchiusa dal pentagono potrebbe essere l'invidia, così come quella dell'esagono potrebbe essere la rabbia, l'eptagono la tristezza, l'ottagono la gelosia... e via dicendo! Ma è significativo il fatto che aumentando il numero di lati ci si possa allontanare dai sentimenti, per così dire, negativi, e si tendi sempre più verso i sentimenti più alti e sublimi dello spirito umano per cui sentimenti quali generosità, bontà, fiducia, amicizia, felicità, sarebbero dei poligoni con un numero "n" elevatissimo di lati. Facendo poi tendere all'infinito tale "n" si giunge in ultima analisi al cerchio, che pur essendo una entità geometrica definita ha insito nella sua natura il concetto di infinito e pertanto il cerchio non può che identificare l'Amore, avendo la capacità di inscriversi o circumscriversi a tutto!


Potrebbe anche essere così, e se vi piace pensarlo, pensatelo... ad maiora!

By TiÞÞiTi

 
03 March

POESIA DELL' AZZO!

 

Abbinata a questo intervento, la TRACCIA MUSICALE (nel Media Player):
LIMELIGHT  - Theme
Charlie  Chaplin

Poesia Dell'Azzo


di nome Galeazzo,
sempre paonazzo,
che a Milazzo
chiamavano "il pazzo",
un dì, come un razzo
giunse a palazzo,
con grande schiamazzo:
in mano un arazzo,
e di rose un gran mazzo.

noi nello spiazzo
pensammo ad un lazzo,
mentre funesto era l'andazzo
poichè, Galeazzo
sempre paonazzo,
che a Milazzo
chiamavano "il pazzo",
salì sul terrazzo
dell'alto palazzo.

"d'Amore svolazzo
e a terra stramazzo!
Chiamatemi pazzo,
ma è per LEI che m'ammazzo!
"

(così gridò, e si lanciò...)

caddero i fiori giù nello spiazzo,

con essi l'arazzo,

ed anche Galeazzo...

...e alcuni petali facean da codazzo! 

del sole uno sprazzo
baciò quel ragazzo
che a terra, pupazzo,
giacque nel guazzo.

sul piccolo arazzo
di sangue ormai chiazzo
lessi una frase con imbarazzo:
"Solo d'Amore, io, ero pazzo!"

By TiÞÞiTi

 

14 February

NEANCHE IL MARE SA...

 

Abbinata a questo intervento, la TRACCIA MUSICALE (nel Media Player):
NEANCHE IL MARE
Negramaro

...e se in uno di quei Baci...

   14

...ci fosse la frase:

Febbraio

2008

By TiÞÞiTi

 

08 February

CORIANDOLI DI TE


Abbinata a questo intervento, la TRACCIA MUSICALE (nel Media Player):
PERCHE' NO?
Lucio Battisti

Coriandoli di Te

Ci sono coriandoli per strada, stasera,
testimoni e frammenti di una festa ormai andata,
s
ospesi tra il silenzio di un paese che riposa
e il freddo di una notte d'inverno,
a
nimati da un vento che li fa danzare
e poi sparire tra i vicoli fiocamente illuminati!


Ci sono coriandoli di ricordi, stasera,
che volano dalla testa fino al cuore
in un caldo frastuono di colori,
s
ospesi tra le immagini di un viaggio ed un possibile sogno,
a
loro fortemente mi aggrappo: son coriandoli di te!
E
intanto una musica va...
m
entre io passeggio tra le sue parole!

 

By TiÞÞiTi

 


… e con te passare il giorno a visitar musei…

… monumenti e chiese…

… parlando inglese…

…e tornare a casa a piedi dandoti del “Lei”!

Perchè, no?!  Perchè,no?! Perchè,no?!

Perchè, no?! SCUSI, LEI”...

Lucio Battisti - Perchè,no? -

02 February

Orientandosi ad Oriente


Abbinata a questo intervento, la TRACCIA MUSICALE (nel Media Player):
BABY PORTABLE ROCK
Pizzicato Five

Orientandosi
Ad
Oriente
 

Sottotitolo: I problemi del Giappone


Descrizione: Minisaggio geo-poliedrico, pseudo-sociologico, ma molto paradossale

Premessa:Chiunque si trovasse a leggere questo post sappia che non è mia intenzione offendere nessuno, ma, chi mi conosce sa che se mi viene dato il "la" io mi prendo tutte quante le sette note, le crome e le biscrome, i diesis, e di questo passo con l'incedere del mio galoppante “flaccidume”  cerebrale, pure i bemolli, che possono sempre servire, quantomeno a fare pandan.

Testo (si fa per dire!): Tempo fa, mi sono trovato, per caso, a "girovagare" tra i meandri della rete ed in particolare in un sito nel quale una volta registratoti, puoi compilare il tuo profilo ed inserire le tue foto personali che vengono votate dagli altri iscritti, praticamente di mezzo mondo!
Evito di menzionarvi il sito, perché, in realtà, è decisamente una vera e propria "defecazione" notturna in pieno deserto sahariano senza neanche un chiaro di luna che illumini l’anfratto, luogo della “liberazione”  (e non so se ho reso l’idea!), ma per curiosità mi sono iscritto anche io ed ho inserito qualche foto, chiaramente, pochissime personali, anzi solo una, perché, se è vero che il nostro pianeta  si sta riscaldando sempre di più e sta morendo per via dell’ "effetto serra" e del buco dell’ozono non vorrei che i miei visitatori, vedendo le mie foto, si decimassero  in via esponenziale venendo colpiti da un improvviso buco del colon e poi sterminati dal conseguente “effetto peto” autodistruttivo! Comunque, visto che nel compilare il profilo, uno può scegliersi anche un’area  geografica diversa da quella di origine… io ho scelto l’Asia e in particolar modo, vista l’ “aria” che tira a levante, il Giappone! E ho cominciato a spulciare, le province e le possibili cittadine da inserire nel mio inverosimile profilo, giungendo ad una calcolata, fredda  e definitiva affermazione….

Secondo me, in Giappone devono avere dei seri problemi!
Anzi, specifico: secondo me, in Giappone devono avere dei seri problemi… di diarrea!!! Che detta così, può sembrare una frase esclusivamente legata:
a) ad una mia conoscenza "viscerale" di quel popolo
b) o una attenta analisi chimica di ciò che mangiano,
ed, invece, niente di tutto questo... la mia affermazione nasce semplicemente da una considerazione fatta durante questo "viaggio virtuale" in quelle terre così lontane da noi per tradizioni, usi e costumi!
Tanto per cominciare, quasi al centro del Giappone, lo sapevate che esiste una provincia (o prefettura) che si chiama Kagawa!??!
Proprio così, avete letto bene, andate su un atlante per la conferma… se non ci credete! Lì, secondo me, qualche nota azienda di lassativi dovrebbe, quantomeno, insediare tutto il suo consiglio direttivo! Oppure mi immagino una ipotetica discussione tra amici del tipo
<Ciao Mario, hai visto Giacomo? Sai dove si trova?>
<Ieri sera: Kagawa, oggi non lo so!!!>
Scendendo verso sud esiste invece la prefettura e la cittadina di Kagoshima, dove si spera che la rete fognante funzioni a dovere e le tubazioni tengano bene, altrimenti lascio immaginare i risultati devastatori.
Nella prefettura di Hyogo (poco… ma hyogo!) che confina, difatti, con Kagawa, incontriamo la cittadina di Kakogawa, e credo che prima o poi le due province faranno un gemellaggio.
Salendo, invece, verso nord, nel Tochigi, l'attenzione non può che cadere sulla città di Ashikaga, per la quale, non essendo bagnata dal mare, valgono i famosi detti del vecchio saggio… Ashikaga non piglia pesci, e poi anche quell’altro che dice: Ashikaga di sera, bell’aria respira!
Nella Prefettura di Gifu esiste invece la cittadina più poetica e, se vogliamo più dolce, invito ed esortazione insieme, che, soltanto a pronunciarla, è quasi tutta una musica… la cittadina di Kagamigahara! Si provi a ripetere la lettura: Ka-ga-mi-ga-ha-ra… riuscite a cogliere il ritmo e la musicalità? No? Dai… impossibile, basta concentrarsi un po’… perchè sembra uscita, proprio, da un endecasillabo dell’Iliade:
Kagamigahara, del Pelide Achille, l’ira funesta/
che infiniti addusse lutti agli Achei/…
Questi gravi problemi viscerali comportano, da un punto di vista epidermico, come risultato finale, anche una iper-secrezione (da sforzo) di sudore e difatti gli abitanti di Masuda (nello Shimane) e di Hasuda (prefettura di Saitame) ne sanno qualcosa! In queste cittadine presumo che nelle giunte comunali non si voti per alzata di mano, come pure, a scuola, nessuna maestra si azzardi a dire “chi sa la risposta alzi la mano”… per via dell’effetto dell’ascella-killer!!!! Comunque, risulta evidente che dopo tale e tanto scombussolamento,  non resta altro da fare che spostarsi nella provincia e cittadina di Tottori, dove ti visitano ben benino, ti fanno una gastroendoparaecodopplerscopia generica e poi ti spediscono col primo treno nella città di Kure (prefettura di Hiroshima) dove guarisci da ogni male non appena prendi la cittadinanza, se invece sei più fortunato e nasci tra gli abitanti di Soja (nell’Okayama), allora non hai problemi, perché con la soja non ci sono problemi, dal momento che abbassa il colesterolo ed è anche un toccasana all’insorgere dei problemi della prostata. Ne sa qualcosa il padre fondatore della cittadina di Beppu (nell’Oita), probabilmente tale emigrante sardo Giuseppe Sarrapiccoddu, morto martire della prostata a mandorla.
Se poi uno non ce la fa proprio e vuole fuggire da tutte queste realtà, estraniarsi dal mondo, oppure annebbiarsi del tutto, fino a non capirci più nulla, gli rimane da fare soltanto una cosa:  trasferirsi nella città di Koka (nello Shiga) e così sia… tanto si sa che (come dice il saggio): Kyoto scaccia Kyoto!
 
By TiÞÞiTi
 
10 January

PROFILI


Abbinata a questo intervento, la TRACCIA MUSICALE (nel Media Player):
CHISSA' SE LO SAI
Ron  &  Fiorella Mannoia

Profili

 
"A te che ci sei, e non ci sei al tempo stesso, che parti da me,e poi ritorni tra i miei pensieri,
ovunque tu sia, adesso,in questo momento, sappi che vorrei esserti accanto... per accarezzare, con te, un sogno, per invertarmi nuovi modi di farti sorridere,perchè so che un po' del tuo sorriso è, in un certo senso, nato con me, cullato, da sempre, in qualche remoto cantuccio di quel magico regno nel quale si plasmano le idee, e una parte di me è rinata con quel sorriso, perchè so che mi perderei nei tuoi occhi di giorno in giorno con affascinante abbandono... e tutti gli altri occhi farebbero soltanto da contorno!... E poi,ancora, tanti, tanti e tanti altri "perchè" che non sono esprimibili a parole, dal momento che lo stesso Dio, Supremo "Perchè", non è esprimibile a parole!
Seguo con un dito il tuo profilo su un disegno, ma desidererei che fosse il tuo nome a disegnarsi sul mio cuore, per sempre!
Stanotte come ogni notte, nasconderai le tue perle, rare, sotto le palpebre chiuse, cassaforti preziose, ma domattina, se lo vorrai, io sarò 
lì, in silenzio, per vederle nascere di nuovo... ad oriente, per rimanerne, un'altra volta, intimamente incantato!
Ovunque tu sia...come stella che sorge prima di tutte, lacrima prima di un lontanissimo pianto, tu copri di grazia (che è quello che sei) ogni lieve pulsare, a Te affido i miei sogni... tu che, stella, sorgi prima di tutte!
Ovunque tu sia... adesso lo so: io ti amo!"

C'erano scritte proprio queste parole e c'erano disegnati due profili del volto di lei sul volantino che Amos aveva fatto stampare in tipografia! Ne aveva fatti stampare circa ventimila e in un caldo e assolato pomeriggio primaverile li fece piovere tutti quanti dal cielo sulla sua città, sorvolandola su un piccolo e leggero bimotore rosso preso in affitto!
Amos era finalmente felice...
...ovunque lei fosse!
By TiÞÞiTi

16 December

THE DAY AFTER


Abbinata a questo intervento, la TRACCIA MUSICALE (nel Media Player):
O Albero di Natale
Jazz Version

The Day  After
 Il Dodici Dodici è passato!!!

E non si trattava, certo,  di una corsa d’autobus o di tram…

Bene!!! È fatta!!!

Me li sono presi tutti…i miei 101 “cuccioletti”!!!
Adesso ho anche i restanti otto finali!!!! Che poi erano quelli che mi spettavano… Ma non si pensi che con loro io debba fare una nuova linea cappotti (come la trama di un ben noto film d’animazione narrava)!!!
ASSOLUTAMENTE NO!!!
Ve lo giuro !!! Non sognatevi di mandarmi l’Associazione Animali a casa, a parte il fatto che nelle condizioni in cui mi trovo, dopo il dodici, preleverebbero me e non loro, ma vi assicuro che, tutti e 101,  vivranno bene con il sottoscritto, d'altronde per poterli riunire tutti insieme ce n’è voluto!!!
È vero, Dante a 35 anni scriveva la Divina Commedia diventando immortale, mentre Tippiti alla stessa età non aveva ancora scritto quella sorta di “liberatoria” per accaparrarsi i suoi 101 “cuccioletti”… però è pur vero che, adesso, che tale “documentazione” è finalmente agli atti, e non si sa mai che qualcuno mi presenti una sua amica di nome, magari,… Beatrice (che le faccio toccare il Paradiso con il viso – scusate la rima Stilnovista e… il delirio di onnipotenza)!!!
Tornando a noi, sarebbero tante le vicissitudini da raccontare, non ultima quella riguardo il G.C.d.D.R.,ovvero il “Gran Consiglio dei Dalmata Riunito”, che a due giorni dalla data, sopra e sotto citata, non m’aveva piazzato in lista per l’udienza… le macchie nere stavano per venire a me!!!
Ed in questa mia fase di pre-eczema nericcio corporeo sparso, loro, i “piccoli”, erano lì, poveretti, che mi aspettavano e guaivano, nel famigerato “Canile del Tempo Perduto”, ormai smunti e quasi denutriti, e tra l’altro ogni volta che mi trovavo a passare per il disbrigo delle relative pratiche per l’adozione, li sentivo che mi riconoscevano ed “abbaiavano” disperati nel vano tentativo di venir via con me!!!
Ad Aprile scorso ero riuscito a portarmi via i primi 93… mi rimanevano i restanti 8…
POTEVO NON RICONGIUNGERLI TUTTI???
È vero questi otto m’hanno fatto penare, non c’è stata né notte e né giorno negli ultimi trenta giorni a questa parte! Risalire ai pedigree originari, controllare le prove dell’affinità del pelo di quelli rinchiusi con quelli già liberi, test, prove e poi catalogarle e documentale tutte: tre giorni di veglia continua a base di caffeina (anche masticata o iniettata sottopelle) e suoi derivati, e qualche ora di sonno “semilucido”… (per via delle sudarelle!)!!!
In pratica, per questi otto “cuccioletti” finali, è come se avessi fatto il giro del mondo 15 volte!!!
Adesso siccome sono ancora rimasto al fuso orario del Venezuela… vi saluto dicendovi:
Spero che si riescano a cogliere

tutti i percorsi ...!!!

By TiÞÞiTi

Ai "passanti" i miei personalissimi

(e a tema, per chi riesce a "cogliere"!)

AUGURI di

BUON NATALE

(con gli "Amici" di questo blog spero di scambiarli via msn)

 

02 December

Dodici-Dodici... come TiÞÞiTi-TiÞÞiTi!!!


Abbinata a questo intervento, NESSUNA TRACCIA MUSICALE (nel Media Player):
A PIACERE TUO
E  COSI' HO DECISO

DODICI/DODICI 

 

...e poi torno!?!

(non è una minaccia)

Nel Frattempo...

Giocatevi Il

DODICI 

Su Tutte Le Ruote!

(non si sa mai!)

26 April

Overjoyed


Abbinata a questo intervento, la TRACCIA MUSICALE (nel Media Player):
OVERJOYED
STEVIE WONDER

19 aprile 2007 = finish flag
 
 Overjoyed
(ad libitum)

C'è un numero, che "chiude"

Un insieme di numeri...

Overjoyed

Overjoyed

Overjoyed

Overjoyed

Overjoyed

 

Una scala, i suoi pioli... 

Ed è ventotto il ventottesimo!

Overjoyed

Overjoyed

Overjoyed

Overjoyed

Overjoyed

Traguardo d'arrivo...

O fors'anche partenza!

Overjoyed

Overjoyed

Overjoyed

Overjoyed

Overjoyed

Atto ultimo e assist...

Per "gustarsi" la meta!

 

Overjoyed

Overjoyed

Overjoyed

Overjoyed

Overjoyed

E a fine giornata...

Un commento via etere:

"Abbiamo Vinto... Buon Anno!"

by TiÞÞiTi

(overjoyed)

28 March

La favola della formica


Abbinata a questo intervento, la TRACCIA MUSICALE (nel Media Player):
VIVERE
VASCO ROSSI
 

Pubblico per intero una mail che ho ricevuto da

"ilcustodedelfaro"

 

 

Caro buon vecchio Tippiti,  un  pomeriggio di qualche giorno fa,  dato il tuo “perpetuo silenzio” mi sono divertito a spulciare alcuni dei tuoi blog “Amici” e per transitività anche miei… ahahahahhah scherzo!!  In molti di loro ho trovato spesso e volentieri le stesse ansie, difficoltà, paure, che, quando vengono vissute in prima persona, appaiono montagne insormontabili, anche se, poi, guardandole da una prospettiva diversa, diventano un'altra cosa… ben altra cosa!

Tutti noi viviamo sentimenti e situazioni simili, anche se poi ognuno si comporta  in modo diverso…Giorni dopo, approfittando della temperatura  quasi primaverile, abbiamo notato passeggiando per la campagna, con una “puffetta” di bambina, tante formiche intente a lavorare e in un certo senso  ho rivisto in quel microcosmo “il senso della vita”, con  le ansie e le difficoltà del quotidiano! (tranquilli che non sono ancora impazzito!!!)... Così ho deciso di scrivere una favola e di inviartela per e-mail! Ebbene sì, “La favola della formica” cercando di dare un senso… il mio senso su come si vive oggi e su come forse dovremmo vivere meglio.  Sembra una frase fatta ma è la verità! Quante volte durante il giorno o la sera alziamo gli occhi a guardare il cielo?... Assurdo… ma la risposta è MAI, e questo vale per la maggior parte di noi!!!

 

 

"LA FAVOLA

DELLA FORMICA"

 

 

C’era una volta… (almeno cosi hanno inizio tutte le favole) una  piccola formica, che, giorno dopo giorno, mollica dopo mollica, costruiva il suo domani; ogni giorno lo stesso giorno, col sole e con la pioggia perché per lei era essenziale  sapere che “per il domani v’è certezza”!!!

Un mattino  dopo una notte di pioggia intensa cominciò la sua solita giornata  e mentre trasportava una mollica di pane, scivolò su una goccia di rugiada  e rotolando giù per una  crepa si ritrovò senza  mollica e con le zampette in aria ,con lo sguardo non più verso terra alla ricerca perenne del cibo, ma a fissare  il cielo…  scrutando per la prima volta la bellezza dell’universo!!!

 

Vide una esplosione di sfere piene di colori così belli e luccicanti e presa dalla curiosità si avvicinò;

camminando  tra i fili d’erba si ritrovò dinanzi ad una coppia di piccoli di  tigre che giocavano a rincorrersi  e con i loro balzi  tiravano su le gocce di rugiada  attraversate dai raggi del sole che splendeva come non mai,  creando  all’interno di ogni piccola goccia un gioco di mille colori dal luccichio quasi accecante!!! La piccola formica rimase per ore sulle radici di una grande quercia ad osservare i due cuccioli saltellare  tra i colori dell’arcobaleno, quando,  improvvisamente, fu attratta da un  rumore proveniente  dai rami , lentamente   risalì lungo il tronco e vide che da un guscio grezzo e ruvido, qualcosa cercava di uscire e lei che era più curiosa di una “donna al mercato tra le bancarelle” si mise lì ad aspettare …

 
La sua attesa non fu vana, dato che si trattava di un baco ormai pronto per la sua metamorfosi in farfalla! Per la formica, questo, parve un prodigio inverosimile, lei abituata a guardare sempre in basso, non aveva mai potuto notare la bellezza e l’eleganza di una farfalla e le si avvicinò per chiederle  come  avesse fatto a diventare così bella in poco tempo…

Lei  rispose che  apparteneva ad una specie superiore, capace di librarsi in aria e sfidare il vento!! In  effetti rispetto alla farfalla la formica era un po’ bruttina, però, a pensarci bene la farfalla era fondamentalmente sola, mentre lei, la formichina, era stata abituata sin dalla nascita a stare in gruppo… e a socializzare, e così diventarono amiche! La formica decise di non tornare più al formicaio e di far compagnia alla farfalla!

Ogni giorno che passava la farfalla diventava sempre più bella e sempre più forte, mentre la formica osservava quasi con invidia quelle ali disegnate e colorate dal buon Dio raggiungere fiori sempre più belli ….

Passarono i giorni e la farfalla cominciò ad invecchiare a sentirsi sempre più debole fino al momento in cui non riuscì più a volare  e chiamando a sé la piccola amica disse : ”Sono felice di averti conosciuta in questa mia breve vita ed ho capito che la mia bellezza è niente dinanzi a te che sei rimasta  sempre a me fedele!”… e così dicendo,  chiuse gli occhi, mentre la formica le rimase accanto nella speranza che riaprisse di nuovo le sue ali meravigliose!

Passarono le ore e la piccola decise di scendere dall’albero e di ritrovare la via per il ritorno…..

fino a quando non inizio ad avvertire che le forze cominciavano ad abbandonarla, si proprio così!!!

La formica in questi giorni presa da tanti eventi nuovi e spettacolari, per lei quasi miracolosi, non aveva mangiato nulla, aveva deciso di non andare alla ricerca di cibo per non  perdersi nulla di questo “nuovo mondo”…

Ormai immobile cominciò a pensare alla sua vita e su come fosse stata strana! Un semplice scivolone gli aveva cambiato prospettiva… aveva visto ed era stata partecipe di una vita piena di eventi stupendi come la rugiada e i colori dell’arcobaleno, la potenza e l’agilità delle tigri, la bellezza dell’amica farfalla e la caducità stessa della sua vita!!!

Aveva assaggiato solo un frammento dell’universo,  ma ne era rimasta così  inebriata che  voleva ancora cibarsi di questo nettare che è la vita!! Voleva condividerlo con le sue amiche… informarle che alzando semplicemente lo sguardo c’è un mondo diverso, c’è l’universo !!!

Dai suoi minuscoli occhi venne un sorriso accompagnato da lacrime che ne  segnavano il  volto, felice e triste allo stesso momento, consapevole che le forze la stavano abbandonando e lei era impotente…

Quando avvertì un rumore tra i fili d’erba e vide il suo gruppo di amiche che tutte  in fila  rientravano a casa dopo aver raccolto ognuna la sua  mollica di pane. Loro non riuscivano a vederla e non potevano vederla,  perché troppo prese dal  trasportare  il cibo, così la formichina venne in mente quello che aveva vissuto in quei giorni! Si ricordò che il repentino movimento dei piccoli di tigre, tra i fili d’erba, aveva proiettato in cielo le gemme di rugiada scatenando i mille colori  dell’arcobaleno, si ricordò che lo sbattere delle ali dell’amica farfalla, dopo essersi posata su un fiore, spargeva nel cielo il polline che luccicava come le stelle!!!

Così raccolse le ultime forze e piangendo  sempre di più al pensiero di quello che aveva vissuto e quello che voleva ancora vivere, fece un brusco movimento su se stessa, movimento che alzò in cielo le sue lacrime trasparenti che filtrate dai raggi del sole accecarono con un bagliore improvviso la vista delle sue colleghe formiche che accorsero a vedere cosa fosse mai a causare tanta meraviglia…

Siamo giunti alla fine della favola, e quindi se si dovesse rispettare l’epilogo di tutte le favole, anche questa dovrebbe terminare con un “vissero  felici e contenti”, ma voi sapete, perché provato sulla vostra pelle, che non è sempre così, purtroppo!!!

Uno dei finali potrebbe essere che le formiche fanno in tempo a soccorrere l’amica, traendola in salvo e una volta a casa la piccola racconta davanti a tutto il formicaio la splendida esperienza vissuta in quei giorni…

 Un altro finale potrebbe essere che le amiche non fanno in tempo a soccorrerla,  ma una volta arrivate la trovano, sì, ormai senza vita, ma con il volto segnato da una lacrima e un sorriso e  si allontanano incuriosite alla ricerca di quella visione che l’aveva resa così serena…

La cosa sicura è che la nostra piccola formica ha vissuto quei giorni scegliendo lei come vivere,ha provato sensazioni uniche! Probabilmente restando nel formicaio, con la sua solita routine, avrebbe avuto pane e acqua per giorni e giorni ma avrebbe mai toccato o sfiorato anche col solo pensiero la bellezza dell’universo?! 

Ognuno nella vita fa le proprie scelte e prima o dopo ne paga o ne dovrà  pagare le conseguenze, ma la formica insegna che non è mai troppo tardi per cambiare,  provare ad osare , andare oltre quella siepe e perdere lo sguardo nell’orizzonte!!!

A me piace pensare che la formica con quell’ ultimo repentino sussulto sia riuscita ad arrivare su un fiore riempiendosi la pancia di nettare e, inebriata dal profumo, sia ancora lì, a mirare il tramonto, col vento che le accarezza il viso, aspettando, in cuor suo,  il ritorno della  sua cara amica farfalla!

 

P.S. Ho sempre pensato che le favole non meritino un finale per il semplice fatto che sono una rappresentazione della vita ed ognuno vive la sua… solo seguendo il proprio (o un proprio) percorso di vita può  cercare di dare un senso anche a ciò che un senso non ce l’ha!!! ho deciso di non mettere una canzone come cornice al testo perché la favola racconta la vita…. la propria vita ed ognuno ha la propria canzone che è unica e sola… quindi ognuno metta la sua di canzone e continui o cominci a vivere!!!

(se poi volete proprio saperlo…io ci metterei “Vivere” di Vasco).

                 Buonanavigazione (nel senso di buona vita)                     

                                                               ilcustodedelfaro

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QUESTA FAVOLA SCRITTA DA "ilcustodedelfaro" LA TROVATE PUBBLICATA (per gentile concessione dell'autore) ANCHE NEL BLOG DI  treasure416  e di  butterflairy_00 ... passate a dare uno sguardo!__________________________________________________________________________

 

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