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28 March La favola della formicaAbbinata a questo intervento, la TRACCIA MUSICALE (nel Media Player):
VIVERE
VASCO ROSSI
Caro buon vecchio Tippiti, un pomeriggio di qualche giorno fa, dato il tuo “perpetuo silenzio” mi sono divertito a spulciare alcuni dei tuoi blog “Amici” e per transitività anche miei… ahahahahhah scherzo!! In molti di loro ho trovato spesso e volentieri le stesse ansie, difficoltà, paure, che, quando vengono vissute in prima persona, appaiono montagne insormontabili, anche se, poi, guardandole da una prospettiva diversa, diventano un'altra cosa… ben altra cosa! Tutti noi viviamo sentimenti e situazioni simili, anche se poi ognuno si comporta in modo diverso…Giorni dopo, approfittando della temperatura quasi primaverile, abbiamo notato passeggiando per la campagna, con una “puffetta” di bambina, tante formiche intente a lavorare e in un certo senso ho rivisto in quel microcosmo “il senso della vita”, con le ansie e le difficoltà del quotidiano! (tranquilli che non sono ancora impazzito!!!)... Così ho deciso di scrivere una favola e di inviartela per e-mail! Ebbene sì, “La favola della formica” cercando di dare un senso… il mio senso su come si vive oggi e su come forse dovremmo vivere meglio. Sembra una frase fatta ma è la verità! Quante volte durante il giorno o la sera alziamo gli occhi a guardare il cielo?... Assurdo… ma la risposta è MAI, e questo vale per la maggior parte di noi!!!
La sua attesa non fu vana, dato che si trattava di un baco ormai pronto per la sua metamorfosi in farfalla! Per la formica, questo, parve un prodigio inverosimile, lei abituata a guardare sempre in basso, non aveva mai potuto notare la bellezza e l’eleganza di una farfalla e le si avvicinò per chiederle come avesse fatto a diventare così bella in poco tempo…
Lei rispose che apparteneva ad una specie superiore, capace di librarsi in aria e sfidare il vento!! In effetti rispetto alla farfalla la formica era un po’ bruttina, però, a pensarci bene la farfalla era fondamentalmente sola, mentre lei, la formichina, era stata abituata sin dalla nascita a stare in gruppo… e a socializzare, e così diventarono amiche! La formica decise di non tornare più al formicaio e di far compagnia alla farfalla! Ogni giorno che passava la farfalla diventava sempre più bella e sempre più forte, mentre la formica osservava quasi con invidia quelle ali disegnate e colorate dal buon Dio raggiungere fiori sempre più belli …. Passarono i giorni e la farfalla cominciò ad invecchiare a sentirsi sempre più debole fino al momento in cui non riuscì più a volare e chiamando a sé la piccola amica disse : ”Sono felice di averti conosciuta in questa mia breve vita ed ho capito che la mia bellezza è niente dinanzi a te che sei rimasta sempre a me fedele!”… e così dicendo, chiuse gli occhi, mentre la formica le rimase accanto nella speranza che riaprisse di nuovo le sue ali meravigliose! Passarono le ore e la piccola decise di scendere dall’albero e di ritrovare la via per il ritorno….. fino a quando non inizio ad avvertire che le forze cominciavano ad abbandonarla, si proprio così!!! La formica in questi giorni presa da tanti eventi nuovi e spettacolari, per lei quasi miracolosi, non aveva mangiato nulla, aveva deciso di non andare alla ricerca di cibo per non perdersi nulla di questo “nuovo mondo”…
Ormai immobile cominciò a pensare alla sua vita e su come fosse stata strana! Un semplice scivolone gli aveva cambiato prospettiva… aveva visto ed era stata partecipe di una vita piena di eventi stupendi come la rugiada e i colori dell’arcobaleno, la potenza e l’agilità delle tigri, la bellezza dell’amica farfalla e la caducità stessa della sua vita!!!
Aveva assaggiato solo un frammento dell’universo, ma ne era rimasta così inebriata che voleva ancora cibarsi di questo nettare che è la vita!! Voleva condividerlo con le sue amiche… informarle che alzando semplicemente lo sguardo c’è un mondo diverso, c’è l’universo !!!
Dai suoi minuscoli occhi venne un sorriso accompagnato da lacrime che ne segnavano il volto, felice e triste allo stesso momento, consapevole che le forze la stavano abbandonando e lei era impotente…
Quando avvertì un rumore tra i fili d’erba e vide il suo gruppo di amiche che tutte in fila rientravano a casa dopo aver raccolto ognuna la sua mollica di pane. Loro non riuscivano a vederla e non potevano vederla, perché troppo prese dal trasportare il cibo, così la formichina venne in mente quello che aveva vissuto in quei giorni! Si ricordò che il repentino movimento dei piccoli di tigre, tra i fili d’erba, aveva proiettato in cielo le gemme di rugiada scatenando i mille colori dell’arcobaleno, si ricordò che lo sbattere delle ali dell’amica farfalla, dopo essersi posata su un fiore, spargeva nel cielo il polline che luccicava come le stelle!!!
Siamo giunti alla fine della favola, e quindi se si dovesse rispettare l’epilogo di tutte le favole, anche questa dovrebbe terminare con un “vissero felici e contenti”, ma voi sapete, perché provato sulla vostra pelle, che non è sempre così, purtroppo!!!
Uno dei finali potrebbe essere che le formiche fanno in tempo a soccorrere l’amica, traendola in salvo e una volta a casa la piccola racconta davanti a tutto il formicaio la splendida esperienza vissuta in quei giorni…
Un altro finale potrebbe essere che le amiche non fanno in tempo a soccorrerla, ma una volta arrivate la trovano, sì, ormai senza vita, ma con il volto segnato da una lacrima e un sorriso e si allontanano incuriosite alla ricerca di quella visione che l’aveva resa così serena…
La cosa sicura è che la nostra piccola formica ha vissuto quei giorni scegliendo lei come vivere,ha provato sensazioni uniche! Probabilmente restando nel formicaio, con la sua solita routine, avrebbe avuto pane e acqua per giorni e giorni ma avrebbe mai toccato o sfiorato anche col solo pensiero la bellezza dell’universo?!
Ognuno nella vita fa le proprie scelte e prima o dopo ne paga o ne dovrà pagare le conseguenze, ma la formica insegna che non è mai troppo tardi per cambiare, provare ad osare , andare oltre quella siepe e perdere lo sguardo nell’orizzonte!!!
A me piace pensare che la formica con quell’ ultimo repentino sussulto sia riuscita ad arrivare su un fiore riempiendosi la pancia di nettare e, inebriata dal profumo, sia ancora lì, a mirare il tramonto, col vento che le accarezza il viso, aspettando, in cuor suo, il ritorno della sua cara amica farfalla!
P.S. Ho sempre pensato che le favole non meritino un finale per il semplice fatto che sono una rappresentazione della vita ed ognuno vive la sua… solo seguendo il proprio (o un proprio) percorso di vita può cercare di dare un senso anche a ciò che un senso non ce l’ha!!! ho deciso di non mettere una canzone come cornice al testo perché la favola racconta la vita…. la propria vita ed ognuno ha la propria canzone che è unica e sola… quindi ognuno metta la sua di canzone e continui o cominci a vivere!!!
(se poi volete proprio saperlo…io ci metterei “Vivere” di Vasco).
Buonanavigazione (nel senso di buona vita)
ilcustodedelfaro
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QUESTA FAVOLA SCRITTA DA "ilcustodedelfaro" LA TROVATE PUBBLICATA (per gentile concessione dell'autore) ANCHE NEL BLOG DI treasure416 e di butterflairy_00 ... passate a dare uno sguardo!__________________________________________________________________________ Comments (23)
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