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01 October Lettera ad un... "Chissà"!Abbinata a questo intervento, la TRACCIA MUSICALE (nel Media Player):
EXTREME
More than words
Lettera ad un... "Chissà"!
“Ci sta una terra di nessuno, da qualche parte del cuore, Recitano così i versi di una canzone… e forse quella “terra di nessuno”, nascosta da qualche parte in fondo al cuore, è proprio la “terra dei chissà”! Modo avverbiale dubitativo, si può leggere su un comune dizionario! E il nocciolo della questione sta proprio lì… su quell’aggettivo: “dubitativo”, che rende un “chissà” differente, ad esempio, da un “perché”! Un “perché”, sia esso interrogativo o esplicativo, deriva da un ragionamento, è insito in una causa che genera un effetto, nasce da una riflessione o è frutto di un pensiero già “digerito”, il “chissà”, invece, non è nitido, è sfocato, labile e non definito, necessita di certezze, è, per l’appunto, un miraggio sospeso tra una aspirazione e la nuda realtà… I “chissà” sono l’incognito, peraltro… incompiuto e che non è detto che si verifichino, sono sogno e dubbio, insieme!!! Un “chissà” è quella scia di penombra non definita a ridosso di un bagliore o di una luce, è quella zona che non ti permette di distinguere i colori o i profili, se non a grandi linee, che restituisce ad un silenzio la sua insita solitudine, che fa perdere il suono alle parole nell’attesa che quel “chissà” si verifichi o si risolva. Ed ecco che poi fa la sua comparsa e ritorna prepotentemente il solito fattore temporale: l’ attesa, che riesce, in duplice modo, a donare ad un “chissà” tutto il suo congenito fascino nell’essere una metafora del futuro, ma che, al tempo stesso, con il suo perdurare, riesce a rimpicciolirlo e a condurlo nell’anticamera del dimenticatoio, trasformandolo inesorabilmente in un “perché”! È poi naturale che ci siano vari tipi di “chissà”, piccoli o grandi, importanti o meno, intimi o dichiarati, personali o comunitari e chi ne ha più ne metta, e ciascuno di noi ne insegue uno, c’è chi lo insegue tra le combinazioni dei numeri di un gratta e vinci, c’è chi lo insegue nella realizzazione di un viaggio, c’è chi lo insegue in un importante successo sportivo, e via dicendo! Ma questa lettera, non è certo dedicata a questa tipologia di “chissà”, il mio “chissà” trova posto tra le righe e tra i versi finali di quella stessa canzone con cui ho aperto questa lettera… i cui versi conclusivi dicono così:
e il mio “chissà” si colloca lì, subito dopo la parola “amore” e prima di quel “ti riconoscerò”, trasformando la frase in: ma se mi chiami amore, chissà se ti riconoscerò!
P.S. Che strana coincidenza... avevo appena finito di scrivere questa lettera, che... vabbè, ma questa è un'altra storia!!!
Ad majora !
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