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    21 July

    UN AMORE NEL BUIO


    Abbinata a questo intervento, la TRACCIA MUSICALE (nel Media Player):
    M. BUBLE', M. JACKSON,W. HUSTON
    You & I, You are not alone, All at once

    Un AMORE... nel BUIO
     

     

      “Ok ragazzi, ci vediamo come al solito tra un’ora e mezza circa!... Ciao, a dopo!”, Jashon salutava così i suoi due amici che periodicamente una volta al mese facevano con lui quattrocento chilometri in macchina per accompagnarlo fin sulla  soglia della sua vecchia casa di campagna! Si trattava di un piccolo e antico casolare appartenuto ai nonni di Jashon, ormai abbandonato, disabitato e svuotato di tutta la pur semplice e povera mobilia di un tempo. Che cosa Jashon facesse là dentro, una volta al mese e per tutto quel tempo, nessuno lo sapeva. Di tanto in tanto portava con se uno zaino, ma cosa ci fosse nel suo interno, nessuno lo sapeva. Lui entrava, i suoi amici si allontanavano in macchina e per discrezione mai nessuno gli aveva chiesto qualcosa in proposito. Né mai ne aveva parlato con qualcuno, né mai aveva fatto entrare qualcuno là dentro. Lui in quella casa aveva trascorso tante estati della sua infanzia, quando la sua famiglia si trasferiva con i nonni in quella casetta di campagna a metà strada tra il mare e il suo paese d’origine. Ora che tutta la sua famiglia non c’era più e lui viveva lontano a 400 km di distanza da lì, probabilmente si rifugiava in quelle stanze quasi diroccate o perché avvertiva il bisogno di riassaporare quelle emozioni e quei ricordi felici di un tempo, ancora intrisi nelle pareti così da sentirseli rimbalzare addosso, oppure perché essendo esse stesse vuote e disabitate potessero in qualche modo “succhiargli” buona parte di quella profonda solitudine che ogni tanto gli mozzava il cuore e lo faceva soffrire in silenzio. Rifugio e cura insieme? Non si sa… è cosa certa, invece, che il nome Jashon in antica lingua ebraica significa proprio: “rifugio” e lui lì, tra quelle mura, era nel “suo” rifugio!
    E di ricordi belli legati a quel periodo e alla sua infanzia ne aveva molti, ma, purtroppo per lui,  li aveva vividi! Proprio così… purtroppo li aveva tutti vividi, perché, quelli, per lui, erano gli unici ricordi! Dal profumo delle piogge estive, ai colori della vendemmia, dal dondolio dell’altalena sotto le folte chiome degli ulivi, ai tanti tramonti visti, arrampicandosi su quegli stessi alberi, dalle corse in bici fino al mare, alle piroette degli aquiloni in balia del vento di maestrale, dalle partite a carte con suo nonno, alle partite a pallone con gli altri ragazzini dei casolari vicini.

     
     E poi c’era lei… Elaili, una bambina dolcissima e bellissima, di qualche mese più piccola di lui, che puntualmente, ogni estate veniva a villeggiare nel casolare del terreno accanto al suo. Con lei Jashon fin da piccolino, era andato sempre d’accordo, complice anche l’amicizia delle rispettive famiglie, ed aveva stabilito un rapporto leale e schietto come solo i bambini sanno fare. Con lei accanto nei giochi, con lei e la sua famiglia la mattina al mare, con lei accanto nei suoi impavidi tentativi di imparare a nuotare, con lei accanto a remare sul primo canottino giallo e blu, con lei accanto in ogni evento che riguardasse quella piccola comunità di piccoli e giocosi villeggianti, lui forse all’epoca non aveva compreso appieno che Elaili costituiva la sua parte mancante, quell’ala senza la quale nessun’anima può intraprendere il volo… quello più alto!

     

    Era talmente naturale confidarsi con Elaili e passare tante ore a ridere, scherzare che ogni estate sembrava che finisse sempre troppo presto! Ogni notte prima di addormentarsi il suo ultimo pensiero della giornata era per lei, faceva sempre un patto con se stesso : nessun altro bambino o bambina doveva azzardare a farle del male perché lui sarebbe stato lì a difenderla e a “salvarla”! Come quella volta… in cui, durante un bisticcio tra coetanei, lei cadendo a terra sotto la spinta di un bambino dispettoso, si ferì tanto profondamente al polso sinistro che cominciò paurosamente a sanguinare facendola svenire! Fu Jashon, che corse a casa di lei per chiedere aiuto, la accompagnò in ospedale, andò a trovarla per tutti i giorni in cui fu ricoverata per il delicato intervento che dovette subire e la successiva convalescenza! Quando poi lei fece ritorno in famiglia, di nascosto, senza che lei e mai nessuno sapesse nulla sull’accaduto, dette una sonora lezione a quel colpevole bambino! Jashon, poi,  convinse i suoi genitori a iscriverlo per le scuole medie, nella stessa classe di Elaili, così si sarebbero potuti aiutare anche nei compiti! E intanto le estati passavano, i due ragazzini crescevano, cominciavano a rendersi conto che erano l’uno il complementare dell’altra, quel rapporto di amicizia nato da quando erano bambini, cominciava per loro ad essere qualcosa di ben più importante! Arrivò l’estate della licenza media… andò tutto bene, o quasi! Durante tutto quell’anno scolastico, a Jashon, iniziarono a manifestarsi i primi problemi agli occhi. Avvertiva di tanto in tanto un continuo bruciore, gli si affaticava la vista, c’erano giorni che non riusciva ad aprire gli occhi, iniziò ad portare gli occhiali! Ma all’inizio di quella che poi si rivelò una “maledettissima estate”… gli giunse una notizia sconcertante!!! Elaili e la sua famiglia si trasferivano!!! Il padre di lei aveva avuto un trasferimento!!! Sarebbe andata via a fine settembre, forse al nord, forse in un’altra regione, comunque lontano da lui… avrebbe perso la persona alla quale voleva più bene, avrebbe perso, in buona sostanza, una parte di sé! Questa notizia sconvolse letteralmente Jashon, ma non lo dette a vedere, e nonostante le promesse reciproche di non perdersi e di scriversi scambievolmente,  fu sempre foriero di incoraggiamenti nei confronti di quell’amica speciale che con uno sguardo gli accarezzava il cuore,  tentò in ogni modo di farle capire che le sue paure nel calarsi in un’altra realtà lontano da lì, erano poco fondate, ma dietro ogni parola che le diceva pur di vederla serena, cercando sempre di farla sorridere, lui, soffriva, in silenzio… ma soffriva, come soffre un tredicenne di fronte ad una delusione o al venir meno di uno dei pur piccoli pilastri che comincia a costruirsi!

    In quella maledettissima estate, Jashon si inventò di tutto pur di vederla sorridere! Imparò, da autodidatta, a suonare la chitarra, quante serate passate a suonare e a cantare a squarciagola… nonostante i suoi problemi con gli occhi diventassero sempre più frequenti e preoccupanti!

    Poi arrivò il giorno della partenza di Elaili!

    Lei seduta sul sedile posteriore della macchina, lui dal finestrino continuava, imperterrito a rincuorarla… rinnovandosi a vicenda le promesse di scriversi e non perdersi, poi l’auto scomparve, lui corse dentro casa, avvertì un incolmabile senso di vuoto, si buttò sul letto, riempiendo il cuscino di lacrime! Pianse per due giorni o forse più, ma sempre di nascosto da tutti… e sempre abbracciandosi quel cuscino, confessore di tutti i suoi dolori! Sentiva che non l’avrebbe più incontrata… e fu così!

    Di lì a poco, sul finire di quella maledettissima estate, cominciò il calvario di Jashon… i suoi problemi alla vista, preoccuparono i suoi genitori, e fu un continuo migrare da uno specialista all’ altro! Soffriva di una rara malattia ai nervi ottici che gli avrebbe fatto perdere la vista nel giro di pochi anni, fu questa la diagnosi! Intanto le estati passavano, lei non tornò più in paese e non tornò più a villeggiare nella casetta in campagna accanto alla sua. Anche lui e la sua famiglia preferirono non trasferirsi per i mesi estivi nel vecchio casolare, che venne definitivamente chiuso! Lui, periodicamente e quando le sue facoltà visive (sempre più precarie) glielo permettevano,  mantenne la promessa fatta alla sua Elaili, e a volte le scrisse lettere lunghissime! Lei, invece, rispondeva saltuariamente… Lui aveva sempre continuato ad esercitarsi tra le corde della sua chitarra, anche al buio, anche quando avvertiva il forte male agli occhi… provava in quel modo a distrarre i dolori! L’ultima lettera che Jashon scrisse alla sua Elaili fu una canzone da lui composta per lei e intitolata “Lascia che sia…” il cui testo recitava così:

     

    Quando ombre di sconforto,

    imbruniranno i tuoi colori,

    lascia che sia io

    a cancellarle dentro e fuori.

    Quando spine di paura,

    ti faranno stare male,

    lascia che sia io

    a ferirmi e sanguinare.

    Quando maschere di inganno,

    vorranno prenderti per mano,

    lascia che sia io

    a portarti via, lontano.

    Quando grappoli di lacrime,

    pioveranno all’improvviso,

    lascia che sia io

    ad asciugarle dal tuo viso.

    Quando crederai, sbagliando,

    di esser sola…”e ora, che faccio!?”,

    lascia che sia io

    a regalarti un altro abbraccio.

    Quando scoprirai l’incanto

    di un sentire immenso e intenso,

    lascia che sia…

     

     

    Lei non rispose mai! Lui non le potette più scrivere! Pensò sempre che la sua cecità fosse scaturita da quel pianto disperato e prolungato per la partenza di Elaili, ma sta di fatto che la diagnosi che gli fu fatta quando era bambino fu veritiera, quell’invecchiamento precoce dei nervi ottici, fece calare il buio sui suoi occhi ancora giovani e di lì a poco andò a vivere in una comunità per non vedenti, attrezzatissima, ma lontano 400 chilometri dal suo paese! Quella divenne la sua nuova famiglia! Tornava al paese una volta al mese per stare con i genitori, ma da quando loro non c’erano più, preferiva rinchiudersi rifugiarsi per quell’ora e mezzo nel suo vecchio casolare in campagna! Jashon, in comunità si dette da fare, aveva il vantaggio di non essere nato non vedente, quindi aveva molte più possibilità rispetto agli altri ragazzi, imparò subito il Braille… si portò dietro la sua inseparabile chitarra, riusciva a suonarla pur essendo cieco!!! Il tempo passava, Elaili era solo un ricordo tenuto in cassaforte tra le impenetrabili pareti del suo cuore, di lei aveva ormai perso ogni traccia e riferimento! Il ragazzino Jashon, divenne un uomo e  trovò impiego in quel centro di cura e di accoglienza per non vedenti, dapprima al telefono come centralinista, mentre ora, che era ormai sulla soglia dei 40 anni, data la sua esperienza, aveva cominciato ad insegnare il Braille ai ragazzini che arrivavano in comunità, dava loro anche lezioni di chitarra, e, dato che era molto pratico anche nel muoversi a piedi, sbrigava delle commissioni per l’ufficio segreteria di quella casa-famiglia! Era socievole e di compagnia con tutti, alto, magro, con una folta barba nera che gli copriva buona parte del viso e i suoi inseparabili occhiali scuri che nascondevano quelle iridi ormai cieche ad ogni ombra e ad ogni luce…

    Fu proprio in una di queste commissioni all’esterno della struttura che nell’attraversamento di un passaggio pedonale, venne investito e scaraventato a terra da un’auto pirata che sfrecciava ad alta velocità. Jashon restò immobile per terra per alcuni secondi tra le grida di aiuto e di spavento dei passanti, sembrava cosciente! Fu subito soccorso, escoriazioni a parte, continuava a ripetere gridando dal dolore che non riusciva più a sentirsi le gambe, “è finita! è finita! Aiuto…aiutatemi…” diceva…

    Una ambulanza chiamata per tempo lo portò di corsa in ospedale, era ancora semi-cosciente, anche se dolorante…ma aveva una forte emorragia interna!  Arrivato al pronto soccorso, una dottoressa lo prese in consegna per condurlo d’urgenza in sala operatoria per intervenire e tentare di arginare l’emorragia! La dottoressa, mentre la barella era in movimento tra i corridoi, gli afferrò il polso per misurare le pulsazioni, lui, nello sfiorare quella mano, sentì sotto i polpastrelli la presenza di una cicatrice su quel polso di donna… e con un filo di voce disse: “Dottoressa io forse la conosco…” e recitò questa frase: ”Quando ombre di sconforto imbruniranno i tuoi colori …”, poi tacque e la dottoressa continuò : “…lascia che sia io a cancellarle dentro e fuori. Oh, mio Dio…sei tu?” e sia lui che lei cominciarono a piangere…

    Si sono io, Elaili, sono Jashon…” le rispose lui.

    Elaili, quasi singhiozzando: “Oh, mio Dio Jashon… dobbiamo subito intervenire, assolutamente, ora… dobbiamo operarti!”

    Jashon, con voce tremula: “…è finita, Elaili, è finita…ho un dolore fortissimo all’addome …”

    Elaili, asciugandosi le lacrime dal viso: “Cerca di resistere… è già tutto pronto…non ti affaticare…”

    Jashon, stringendole forte la mano : “eravamo…nella stessa città!!!…è finita… Elaili… fammi una promessa, ti prego… adesso!”

    Elaili, carezzandolo sul volto: “…va bene, ma siamo arrivati in sala operatoria!”

    Jashon, quasi senza più voce e con l’affanno: “…torna… per un solo istante… nel mio casolare in campagna… ti prego… fattelo aprire da qualcuno…non è mai più entrato nessuno…”

    Sembrò che volesse ancora parlare, ma sgranò paurosamente gli occhi, quasi fosse un estremo tentativo di poterla vedere, e il suo ultimo respiro fu tra le braccia della sua Elaili!

    Qualche settimana più tardi Elaili fece ritorno, da sola in auto, nel suo paese d’origine e si diresse verso il casolare di Jashon… ad ogni stradina, che voltava le veniva la pelle d’oca, ed una volta sull’uscio della vecchia casa di Jashon, ogni lacrima legata ad un particolare ricordo che si rompeva toccando terra era rumore e silenzio insieme!

    Per aprire quella vetusta e scalcinata porta di legno prese un grosso sasso… e con il volto coperto dalle lacrime lo scaraventò sulla serratura con tutta la rabbia, il dolore, la disperazione e l’angoscia che sentiva per la perdita del suo Jashon!La porta si aprì, entrò appena poco dentro la prima stanza… elevò un grido misto a pianto, cadde ginocchio…e poi seduta a terra e piegata su se stessa continuò a piangere… la luce che entrò dalla porta e che illuminò quelle stanze buie fece, invece, scoppiare quel tripudio di colori tenuto nascosto a tutti da Jashon …

     

     
     …un solo nome e una sola frase "coloravano" ogni muro di ogni stanza, erano le uniche tre parole che Jashon non era mai stato capace di dire alla sua Elaili...mentre fuori, una rondine solitaria col suo triste garrito, trovava rifugio nel suo nido sotto la grondaia!

    by

    Tippiti

     
     

    Comments (26)

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    Picture of Anonymous
    (nessun nome) wrote:
    dev'essere un problema che sta su molti blog... non ci si riesce più a firmare... negli spazi prestabiliti... lessi questa storia un pò di tempo fa... proposi d'inserirla nel mio prossimo libro!! Ma tu mi rispondesti... c'è bisogno delle immagini... avevi ragione!! A quanti non lo sapessero.....Finchè i commenti vanno avanti.. non c'è bisogno di aggiornare il blog: con i post si propongono degli argomenti.. e se rimangono oggetto di discussione per molto tempo, non è il caso di cambiarli!!! Continua così tippiti!! Complimenti per la musica che accompagna il tutto ... IMPECCABILE!!!
     
    Lupoalberto 
    8 Sept.
    Picture of Anonymous
    (nessun nome) wrote:
    Caro buon vecchio Tippiti...
    ho passato l'estate a far conoscere il nostro caro Salento a gente del nord del centro e del sud italia comprese le isole...
    non è mica finita,fino all'ultima settimana di settembre c'è gente che viene a scoprire il nostro territorio!!!
    ho voglia delle mie vacanze...non vedo l'ora che arrivi fine settembre per partire!!!
    Ti dico questo perchè nelle poche occasioni che sono stato davanti al pc sono passato dal tuo blog ed ho visto sempre la stessa storia....
    quindi mi sono chiesto ma tu in ferie ci sei stato?
    se si , perchè non ci racconti come solo tu sai fare?
    oppure se hai fatto nuove amicizie,insomma leva sta "minestra" da troppo riscaldata!
    Scherzo.... ma sono a pezzi e mi piacerebbe vedere attraverso i tuoi scritti "unici" come vedi la vita e che sensazioni la vita ti ha regalato in questa calda estate che sembra non vuole finire mai......
    P.s. si è bloccata la parte dove inserire il nome quindi mi firmo in basso!
     
                      Buona navigazione (ilcustodedelfaro)
    26 Aug.
    frawrote:
     
    Compare...se nn ci fossi bisognerebbe inventarti!!!Riesci a farmi ridere di tutto...
    p.s la foto e' la dimostrazione di come 200 eur spesi tra trucco e parrucco riescano a compiere miracoli anche nei casi piu' disperati!!!
    bacio
    fra'
     
     
    26 Aug.
    frawrote:
    ....ciao compare!!!
    sei tornato???
    mi mancano i tuoi saggi consigli...ormai mi sono quasi convinta ad andarci da sola a chiamare gli uomin col camice...
    bacio
    fra'
    24 Aug.
    DeBoRawrote:
    un bacione grandissimo al mio compare :p
    hihihihiihih a presto!! ;-)
    23 Aug.
    Buongiorno (nessun nome),
    vanno prima fatti i saluti...devo chiamarti così, visto che o hai dimenticato
    di inserire il tuo nome, oppure lo hai volutamente celato.
    Bene, detto questo, c'è sempre un motivo a tutto...
    ...ma dato che alle 9.39 il tuo unico pensiero è stato quello sulla "pappa",
    prima, fatti una colazione, abbondante... poi, a stomaco pieno, rientra qua,
    magari fai pure un copia e incolla del tuo commento, rappresenta la tua persona
    con un nick, nome, nomignolo o ingiura... e se riterrò necessario ti risponderò!!!
    Chiaro...
    22 Aug.
    Picture of Anonymous
    (nessun nome) wrote:
    ma quando cavolo cambi storia?
    vuoi capire che c'è gente che ancora non è andata in vacanza?
    secondo te con sto caldo uno può trovarsi sempre la stessa pappa di malinconico romanticismo?
    ciao ciao
    22 Aug.
    Danielawrote:
    manco un posto per gallipoli!!
    11 Aug.
    frawrote:
    ahhhhh...ed io che pensavo tu fossi in vacanza!!!
    vendiamo subito le quote della societa' per ottenere  i fondi per l'acquisto...del ventaglio..
    ilcondizionatore mi pare un po' caro!!!
    un bacio
    fra'
    11 Aug.
    Ho assemblato tre transistor del televisore, la tastiera di una vecchia macchina da scrivere, un mangiadischi portatile di inizio anni ottanta funge da lettore DVD, per creare l'HARD-DISK ho appiccicato tre copertine di Play-Boy(sia sul lato A che sul lato B) di un datato LP di vinile (per intenderci quelli a 33 giri)degli ABBA e per dare un po' di memoria RAM a questa composizione pseudo informatica, ho inserito tre cefali gratinati e fritti( si conservano meglio!!!) di mezzo chilo cadauno tra i tre transistor (si sa che il fosforo aiuta la memoria!!!!!)
    STO SENZA PC!!!!!! SONO SENZA COMPUTER!!!!!...IL MIO PORTATILE è SPARITO!!!! (non è stato rubato)...mi è stato temporaneamente sottratto!!!! STO SENZA PC!!!!SONO SENZA COMPUTER....(beh, in realtà sono pure senza Aria Condizionata!)....CHIEDESI A TUTTI GLI ARGONAUTI UNA OFFERTA (vedi "colletta" su un dizionario) PER ACQUISTO CONDIZIONATORE....anche perchè tra qualche giorno i cefali cominceranno a puzzare!!!!
    NON POSSO VENIRVI A TROVARE NEI VOSTRI BLOG.... Lo FARò NON APPENA NE AVRO' LA POSSIBILITY!!!!!!!!
    CIAO
    2 Aug.
    Eva Perònwrote:
    Arieccomi, ogni tanto passo da qui e mi rilasso un pò... anche se frequento poco il blog di msn in questo periodo, volevo lasciarti un altro salutino :) Un bacio
    1 Aug.
    Danielawrote:
    magarifossi in vacanza!!
    31 July
    Picture of Anonymous
    fiore wrote:
    versante ionico... abbracci
    29 July
    Ilawrote:
    ECCOMIIIIIIIIIII
    CI SONO FINALMENTE...
    SONO PRESISSIMA... MA NON MI DIMENTICO DI TE...
    è BELLO SAPERE CHE QUALCUNA TI PENSA.
    VUOL DIRE CHE SI è IMPORTANTI PER QUELLA PERSONA.. ^_^
     
     
    NOTTE... SMAKKKKKKKKKKKKKKKKKKKKKKKK
    29 July
    ciao tippiti...hai ragione quanto tempo è passato!?a parte il caldo torrido va tutto bene,sto aspettando le vacanze arrivano il 5agosto,sto contando i giorni...della serie nn ce la faccio piùùùùùùùùùù....tu come stai???è da tanto ke nn leggo le tue storie ripasserò adesso sn un pò stankina ho appena finito di lavorare e vado a ninna...mi ha fatto piacere rileggerti...bacione francy
    28 July
    Alessandrawrote:
    ciao tippiti!
    no no il racconto mi è piaciuto invece scusa è vero nn ti ho più scritto....e cmq a me piacciono le storie tristi..soprattutto in qst periodo...forse perchè si addicono di più al mio stato d'animo di qs'ultimo ormai lungo periodo....ma io lo amo ancora cosa ci posso fare?!cmq...perchè non ti piace il mio nick?è bello invece! l'immagine si sarei io...ma non mi assomiglia molto magari fossi così!!
    un abbraccio..ci sentiamo
    27 July
    Le foto di Ostuni sono carine perchè Ostuni è carina! Potevano venire meglio.... il mio cellulare ha fatto il possibile!!!!! Un bacio... 
    26 July
    Alessandrawrote:
    ciao..
    grazie del tuo commento...mi ha fatto riflettere.....ora leggerò bene questo tuo intervento, ke l'ho iniziato e mi stava piacendo! ripassa quando vuoi...
    24 July
    Picture of Anonymous
    Paola wrote:
    Ciao Tippiti, ti scrivo dal computer di un amico ma appena tornero' dalle mie vacanze nel Salento leggero' con calma il tuo post. Intanto, ti abbraccio.. ma che caldo fa qui!
    A presto.. fiore
    24 July
    frawrote:

    ...solo un saluto!

    di tanto in tanto ripasso di qua a versare qualche lacrimuccia sulla tua storia e...litri di sudore sulla tastiera!

    bacio

    fra'

     

    24 July

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